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giovedì 10 aprile 2025

Mantra OM MANI PEDME HUM o OM MANI PEME HUM


Sua Santità il Dalai Lama sul significato del mantra OM MANI PEDME HUM (OM MANI PEME HUM)
È molto positivo recitare il mantra OM MANI PEDME HUM, ma, mentre lo fate, dovreste pensare al suo significato, perché il significato delle sei sillabe è grande e vasto.

La prima, OM, è composta da tre lettere, A U, M.
Queste simbolizzano il corpo, la parola e la mente impuri del praticante; sono anche il simbolo di corpo, parola e mente puri e splendenti di un Buddha.
Possono il corpo, la parola e la mente impuri essere trasformati in puri corpo, parola e mente, o sono del tutto separati? Tutti i Buddha sono degli esseri che erano come noi e che, in dipendenza al sentiero, sono diventati illuminati; il Buddhismo non stabilisce che esista qualcuno che fin dall’inizio sia libero dai difetti e che possieda tutte le buone qualità. Lo sviluppo di corpo, parola e mente puri si consegue dal graduale abbandono degli stati impuri e dalla loro trasformazione in puri.

In che modo? Il sentiero è indicato dalle successive quattro sillabe.

MANI, che significa gioiello, simbolizza i fattori del metodo, l’intenzione altruistica di diventare illuminato, la compassione e l’amore. Proprio come il gioiello è in grado di rimuovere la povertà, così la mente altruistica dell’illuminazione è in grado di rimuovere la povertà, o difficoltà, dell’esistenza ciclica e della pace solitaria. Similmente, proprio come un gioiello esaudisce i desideri degli esseri senzienti, l’intenzione altruistica di diventare illuminato esaudisce i desideri degli esseri senzienti. Le due sillabe, PEDME, che significano loto, simbolizzano la saggezza. Proprio come un loto cresce dal fango ma non viene macchiato dalle sporcizie del fango, così la saggezza è in grado di mettervi in una situazione di non contraddizione, ovunque ci sarebbe contraddizione se non aveste saggezza. C’è saggezza che realizza l’impermanenza, saggezza che realizza che le persone sono vuote dell’essere autosufficienti o sostanzialmente esistenti, saggezza che realizza la vacuità della dualità – cioè della differenza di entità fra soggetto e oggetto – e saggezza che realizza la vacuità dell’esistenza inerente. Sebbene ci siano molti tipi diversi di saggezza, la principale è la saggezza che realizza la vacuità.

La purezza deve essere ottenuta attraverso un’unità indivisibile di metodo e saggezza, simbolizzata dalla sillaba finale HUM, che indica indivisibilità. In accordo al sistema del sutra, questa indivisibilità di metodo e saggezza si riferisce a saggezza affetta da metodo e metodo affetto da saggezza. Nel veicolo del mantra o vajrayana, si riferisce ad una coscienza nella quale ci sia la piena forma sia di metodo che di saggezza, come entità una e in differenziabile, nei termini della sillaba seme di Akshobhya – l’inamovibile, il non fluttuante, ciò che non può essere disturbato da niente.

Quindi le sei sillabe OM MANI PEDME HUM, significano che in dipendenza dalla pratica di un sentiero che è un’unione indivisibile di metodo e saggezza, voi potere trasformare i vostri corpo, parola e mente impuri, nei puri splendenti corpo, parola e mente di un Buddha. E’ detto che non dovreste ricercare la Buddhità fuori da voi stessi; le sostanze per l’ottenimento della Buddhità sono all’interno di ciascuno di noi.

Come dice Maitreya nel suo Sublime Continuum del Grande Veicolo (Uttaratantra), “Tutti gli esseri hanno naturalmente la natura di Buddha nel loro continuum”. Noi abbiamo dentro i semi della purezza, l’essenza di Uno Andato così (Tathagatabarbha) da essere trasformato e pienamente sviluppato nella Buddhità.

OM generosità, abbandono dell’avarizia, mente che beneficia gli altri, abbandono della rabbia.
MA moralità, non danneggiare gli altri esseri senzienti.
NI pazienza, abbandono della rabbia, della gelosia, abbandono dell’ego e dell’attaccamento a sé stessi.
PE sforzo entusiastico, elimina la pigrizia ed è rivolto allo studio per eliminare la sofferenza.
ME concentrazione, meditazione, concentrazione sulle virtù senza distrazione.
Om saggezza conoscenza di tutti i fenomeni. Fiducia verso il Maestro.

Da un insegnamento conferito da Sua Santità il Dalai Lama al Kalmuck Mongolian Buddhist Center, New Jersey.

OM MANI PEDME HUM E’ il più noto e diffuso tra i numerosissimi mantra facenti parte del patrimonio culturale del buddhismo.

Mantra letteralmente significa strumento per pensare, anzi, protezione della mente, ed è formato da una sequenza di sillabe sacre che vengono pronunciate dal praticante, profondamente concentrato sull’essenza della divinità che sta per invocare. I mantra, in realtà, non possiedono di per sé alcuna potenza magica, ma sono unicamente i mezzi per concentrare forze già esistenti in ciascuno di noi e, con un’azione simile a quella di un catalizzatore, consentono al credente di entrare nello spazio mistico.

Om mani padme hum è formato da quattro sillabe-germe che, nell’ordine, hanno il seguente significato: sentiero dell’universalità, sentiero della unificazione e della pace interiore, sentiero della visione creativa, sentiero dell’integrazione. La traduzione più diffusa, anche se solo approssimativa, è Salve o Gioiello nel fiore di Loto.

Semplificando:

OM – rappresenta corpo, parola e mente nella loro condizione non ancora pienamente risvegliata, ma che custodiscono già il potenziale di trasformarsi in strumenti di saggezza e compassione. È come un seme: magari non è ancora fiore, ma ha dentro di sé tutta la possibilità di sbocciare.
MA – coltiva l’energia della generosità, l’aprirsi agli altri senza chiudersi in sé stessi. È come imparare a condividere un sorriso o un gesto gentile.
NI – richiama la disciplina e la capacità di scegliere ciò che ci fa bene. È la forza di non lasciarsi trascinare sempre dalle abitudini negative
PAD – simboleggia la pazienza, quella calma che ci aiuta a non reagire subito con rabbia. È come respirare profondamente prima di rispondere
ME – porta la concentrazione: imparare a essere presenti a ciò che stiamo facendo, senza perdersi nel passato o nel futuro. È il gusto del “qui e ora”.
HUM – racchiude la saggezza, il riconoscere che in noi e negli altri esiste una natura profonda, limpida e compassionevole. È la consapevolezza che possiamo risvegliarci.

Quanto a HRIH 
Spesso viene aggiunto alla fine del mantra “Om Mani Padme Hum Hrih” come sillaba seme (bīja). È considerata la sillaba del bodhicitta – il cuore che desidera il risveglio per il bene di tutti gli esseri.

  • Porta l’energia della compassione attiva.

  • È come la “firma” vibrante di Avalokiteśvara (Chenrezig, il Buddha della compassione).

  • Risveglia nel praticante non solo la calma, ma anche la determinazione a vivere con gentilezza e responsabilità verso gli altri.

 Se il mantra principale è un richiamo alla trasformazione, HRIH è la scintilla che lo rende vivo e radioso nel cuore.


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