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domenica 6 aprile 2025

Ce la posso fare! - Lama Michele Rinpoche

 

Quando ci troviamo di fronte ad una sfida,
che sia cucinare per la prima volta o affrontare un problema serio,
è lì che possiamo crescere.
La difficoltà funge da specchio, mostrando la nostra scelta:
Non ce la posso fare” oppure "Ce la posso fare!"

L'importanza delle sfide come opportunità per affrontare le difficoltà e crescere

Le sfide sono non solo inevitabili, ma anche fondamentali per il nostro sviluppo personale. Queste situazioni ci fanno da "specchio" mostrando il nostro ego, le paure, le debolezze, l'impazienza e l'arroganza. 
Superare queste difficoltà senza lasciarsi travolgere aiuta a sviluppare fiducia in sé stessi. In questo senso, le difficoltà possono essere considerate opportunità per crescere, sviluppare autostima e praticare qualità come la pazienza e la consapevolezza.

Evitare le difficoltà o farle risolvere da altri impedisce lo sviluppo di questa capacità.
Quando una persona sta affrontando un momento difficile ma ha le risorse per superarlo, risolvere il problema al suo posto può essere controproducente e dannoso. Il motivo è che in questo modo si trasmette il messaggio implicito che la persona non è capace di risolvere il problema da sola e non ha le risorse per affrontarlo. Anche se l'intenzione di chi aiuta è di evitare disagio all'altro, l'effetto a lungo termine è quello di renderlo più fragile e meno fiducioso nelle proprie capacità.
Un approccio più costruttivo è quello di affiancare la persona in difficoltà, mostrando fiducia nelle sue capacità di superare la situazione. Invece di intervenire direttamente risolvendo il problema, è più utile far capire alla persona che possiede le risorse necessarie per affrontare ciò che sta vivendo. Si può offrire il proprio sostegno, ma lasciando che sia la persona stessa a trovare e mettere in pratica la soluzione. Questo permette alla persona di sviluppare fiducia in sé stessa e autostima nel momento in cui riesce a superare la difficoltà.
Per aiutare veramente qualcuno ad affrontare le difficoltà, è più efficace sostenerlo e incoraggiarlo a trovare le proprie soluzioni, piuttosto che privarlo dell'opportunità di crescere attraverso la sfida e l’eventuale errore utile per fare esperienza. Questo approccio contribuisce a rafforzare la sua fiducia in sé e la sua capacità di affrontare le sfide future in modo autonomo. È più utile dire: "Qualsiasi cosa accada, hai le risorse per affrontarla”. Questo approccio riconosce la difficoltà che la persona sta vivendo ma sposta l'attenzione sulle sue capacità interne per superarla.

Non dobbiamo temere le difficoltà, ma anzi vederle come sfide da affrontare per crescere e ridurre la nostra sofferenza mentale. La chiave è sviluppare fiducia nelle nostre risorse interiori, imparare dalle esperienze (piacevoli o spiacevoli che siano) e concentrarci su cosa possiamo imparare e come possiamo migliorare come persone.

È importante ammettere apertamente i propri errori.  Non significa auto-colpevolizzarsi, perché non si tratta di trovare un colpevole. Piuttosto, è il riconoscimento che un certo comportamento, modo di parlare o di pensare non ha dato buoni risultati e quindi è meglio non ripeterlo. 
Spesso nutriamo un'immagine idealizzata di come dovremmo essere, sia verso noi stessi che verso gli altri. Quando non riusciamo a corrispondere a questa immagine ideale, tendiamo a percepire che qualcosa non va. Tuttavia siamo il risultato di una complessa interdipendenza di cause e condizioni. Pertanto, non vi è alcuna necessità di giudicarci o di sentirci inadeguati.
Le difficoltà e i problemi, inclusi gli errori commessi, rappresentano un'opportunità per imparare qualcosa, migliorare e crescere. Non c'è niente di male nell'ammettere di aver sbagliato; anzi, è un passo fondamentale verso il cambiamento positivo perché ammettere apertamente i propri errori è una chiave per rompere dinamiche disfunzionali. Invece di giustificarsi o di vittimizzarsi, riconoscere l'errore permette di interrompere la ripetizione di comportamenti dannosi. Nessuno di noi agisce dal nulla, ma siamo tutti il frutto di una complessa interdipendenza. Dietro ogni azione c'è una serie di cause e condizioni che hanno portato a quel risultato. Per questo motivo, non serve trovare un "colpevole originale" in situazioni negative, perché esiste una complessa rete di interconnessioni.
Quando si ammette un errore, è importante accoglierlo con affetto e mettersi a disposizione per aiutare a risolvere la situazione. Questo crea uno spazio costruttivo per affrontare il problema invece di focalizzarsi sulla colpa.
Riconoscere le proprie mancanze non è un segno di debolezza, ma un atto di consapevolezza che apre la strada all'apprendimento e al miglioramento continuo. Questa capacità contribuisce a sviluppare una maggiore fiducia in sé stessi e a ridurre la paura del futuro.
Accogliere sé stessi implica riconoscere la propria realtà attuale senza idealizzazioni e senza auto-critica distruttiva. Questo non significa rimanere statici, ma piuttosto accettare il proprio punto di partenza per poi reindirizzarsi verso ciò che si desidera diventare. Non siamo qui per rimpiangere il passato, ma per muoverci verso il futuro che desideriamo.
Quando riusciamo a superare queste situazioni difficili senza lasciarci travolgere, sviluppiamo ancora più fiducia in noi stessi e diciamo: "Ok, ce la posso fare". Questo processo di superamento delle difficoltà, anche quelle piccole, ci rende più forti e ci insegna qualcosa. Come nell'esempio del ragazzo in Brasile abituato a difficoltà maggiori, le sfide superate in passato diminuiscono la percezione di difficoltà in quelle presenti. Allo stesso modo, l'aneddoto dei nonni che rimangono calmi di fronte a un imprevisto stradale illustra come aver affrontato grandi difficoltà nella vita possa dare una forza interna e una fiducia notevole.

Lama Michel Rinpoche introduce anche il concetto di uscire dalla propria "zona di conforto". Non sono tanto le situazioni esterne a portarci fuori da questa zona, quanto piuttosto la nostra mente. Tuttavia, espandere la propria zona di conforto, imparando a stare bene anche fuori da ciò che ci è comodo, è essenziale. Più siamo rigidi e abbiamo bisogno che le cose siano in un certo modo, più facilmente soffriamo. Imparare a uscire dalla zona di conforto e a star bene anche in altre situazioni ci rende più resilienti.

Le difficoltà non sono intrinsecamente opportunità, ma diventano tali a seconda di come le affrontiamo. Abbiamo la possibilità di crescere, sviluppare fiducia in noi stessi e migliorare l'autostima, ma anche di rinforzare dinamiche negative come la paura e l'ansia.
Le sfide e i problemi che incontriamo nella vita non possiedono di per sé la qualità di essere occasioni di miglioramento. È il nostro modo di reagire, di affrontare e di interagire con queste difficoltà che determina se si trasformeranno in opportunità.
Quando ci troviamo di fronte ad una difficoltà, si aprono diverse possibilità. Non è automatico che una situazione difficile porti a un esito positivo. Può anche portare a rinforzare dinamiche negative come la paura, l'ansia, l'odio, la rabbia e l'invidia, a seconda di come la affrontiamo. Quindi, la difficoltà in sé non garantisce una crescita. Invece, dipende interamente da come scegliamo di affrontare quella situazione.
È importante cominciare ad affrontare le difficoltà dalle piccole cose. Superare gradualmente i piccoli conflitti e le piccole sfide ci prepara ad affrontare quelle più grandi e contribuisce alla fiducia in noi stessi di essere capaci.

Le relazioni umane sono uno dei campi più importanti, impegnativi, se non il più difficile per affrontare le sfide e crescere. Lama Michel Rinpoche afferma che "molto spesso passare un'ora parlando con qualcuno può essere più faticoso che scalare la montagna". Proprio per questa ragione, relazionarsi con gli altri è estremamente importante per la nostra stabilità emozionale e la nostra capacità di avere fiducia in noi stessi.  Il Lama mette in guardia dalla tendenza attuale a ritirarsi nel proprio mondo e a evitare le sfide relazionali. La comunicazione a distanza rende facile interrompere i contatti ed evitare il confronto diretto. 
Le sfide nei rapporti umani, anche se faticose, ci offrono le maggiori opportunità per sviluppare la pazienza e superare le nostre difficoltà interne.
Evitando il confronto diretto e la relazione faccia a faccia, preferendo le interazioni a distanza è come una sorta di "involuzione". Il problema di questo evitamento è che impedisce di affrontare le sfide che emergono dall'essere "davanti uno all'altro, di guardarsi negli occhi e del dover relazionarsi con gli altri". È proprio in questa interazione diretta che si sviluppano le capacità necessarie per stare bene con sé stessi e con gli altri. È all'interno dei rapporti umani che si trovano gli "specchi più forti" che riflettono le nostre debolezze, come l'impazienza, le paure, i traumi e l'arroganza. Imparare ad affrontare queste piccole e grandi sfide che emergono nelle relazioni con gli altri è fondamentale per la nostra crescita personale.
La storia del cuoco di Atisa è un esempio di come le sfide nei rapporti umani possano essere delle preziose opportunità di crescita.
Si narra che Atisa, un importante maestro dell'XI secolo, aveva un cuoco che apparentemente era una persona molto difficile e litigava spesso con gli altri. Dopo molti anni che Atisa si trovava in Tibet, alcuni dei suoi discepoli si avvicinarono a lui e gli suggerirono di mandare il cuoco in India per una vacanza. All'epoca, un viaggio del genere in India sarebbe durato almeno tre anni, considerando il tempo per andare, stare e tornare.
Atisa non rispose subito alla proposta dei discepoli. Dopo un po', li guardò e chiese di chi stessero parlando, domandando se per caso si riferissero al suo "maestro di pazienza".
Con questa risposta, Atisa intendeva sottolineare che proprio le sfide più grandi, come quelle che poneva il suo cuoco difficile, permettono di crescere di più.
La storia del cuoco di Atisa illustra quindi come anche le persone difficili possono involontariamente aiutarci a sviluppare qualità importanti come la pazienza. Invece di allontanare o evitare le fonti di conflitto nei rapporti umani, possiamo imparare a vederle come delle occasioni per allenarci, trasformando le difficoltà in una vera e propria "palestra della vita" e sviluppare resilienza emotiva, fiducia in noi stessi e la capacità di relazionarci in modo sano con gli altri.
La tendenza all'isolamento, al contrario, priva le persone di questa preziosa occasione.

La priorità non è tanto cosa accade, ma cosa io imparo da ciò che accade, come io cresco e come io mi miglioro come persona.

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