Quando qualcuno condivide un problema, la tentazione di
intervenire subito con una soluzione è fortissima. È come se ci fosse un
bisogno inconscio di dimostrare di avere risposte. Ma mi sto rendendo conto che
spesso non è di risposte che le persone hanno bisogno. Quello che vogliono
davvero è essere ascoltate, accolte, comprese senza sentirsi giudicate. Perché
crediamo di sapere meglio di loro cosa devono fare? Ogni vita è unica, ogni
percorso è diverso, e ciò che funziona per me potrebbe essere totalmente inutile,
o addirittura dannoso, per qualcun altro.
Penso che dietro il bisogno di dire agli altri cosa fare si
nasconda una specie di illusione di controllo. È come se volessimo sistemare le
cose intorno a noi per non sentire l’incertezza che ci abita dentro. È
rassicurante pensare di sapere cosa sia giusto, ma è un’illusione. Ogni volta
che dico a qualcuno cosa dovrebbe fare, mi sto forse aggrappando all’idea che
il mio modo di vedere il mondo sia l’unico valido. Ma questo è un errore.
La verità è che non posso sapere cosa sia meglio per un
altro. Posso ascoltare, posso offrire il mio punto di vista, ma niente di più.
Non posso conoscere le sue paure più profonde, le sue sfumature interiori. E
poi, chi sono io per arrogarmi il diritto di interferire nel suo cammino? Ogni
persona ha il diritto di fare i propri errori, di crescere con i propri tempi,
di trovare la propria strada, anche se quella strada non corrisponde alla mia
visione di cosa sia giusto.
E c’è un’altra verità che oggi sento forte: a volte, dietro
il desiderio di "aiutare" si nasconde un sottile senso di
superiorità. Non è facile ammetterlo, ma è così. Dire a qualcuno cosa dovrebbe
fare può farci sentire importanti, competenti, perfino migliori. Eppure, chi
siamo davvero per giudicare? È necessario riconoscere che non abbiamo tutte le
risposte, che non siamo superiori a nessuno e che possiamo imparare tanto
quanto chi abbiamo di fronte.
Il vero sostegno: esserci, senza imporre nulla, senza voler
dirigere la vita altrui. È difficile, perché richiede di mettere da parte il
nostro ego, ma è anche profondamente liberatorio. Lasciare andare l’idea di
avere tutte le risposte ci permette di essere più autentici, più umani.

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