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domenica 24 novembre 2024

Il gioco dei ruoli tra genitori e figli

 


Il gioco dei ruoli tra genitore e figlio, visto attraverso la lente dell’ego, evidenzia come le dinamiche relazionali siano spesso influenzate da modelli di comportamento inconsci. In queste interazioni, i genitori tendono a incarnare un ruolo che trascende il puro amore incondizionato e diventa un’espressione del loro ego. Tale ego li spinge a voler dirigere, influenzare e persino manipolare i figli, spesso con motivazioni celate dietro l'apparente preoccupazione per il loro bene.

Quando un genitore dice "so cosa è meglio per te", spesso non è solo il frutto di saggezza ed esperienza, ma il risultato di un bisogno più profondo: quello di proiettare le proprie aspirazioni irrealizzate sul figlio. Il genitore, identificandosi con questo ruolo, può sentire di dover essere la guida assoluta, anche quando il figlio ha ormai raggiunto la maturità. Questo atteggiamento non nasce da cattive intenzioni, ma da un legame egoico che fatica a distinguere tra il sé e l'altro. Il figlio diventa un’estensione del genitore, e il successo o il fallimento di quest’ultimo si riflettono direttamente su di lui.
Le aspettative del genitore si nutrono spesso di frasi taciute, ma implicite, come:

  • "Voglio che tu realizzi ciò che io non ho potuto."
  • "Se tu eccelli, io trovo valore attraverso di te."
  • "Ho fatto sacrifici per te, quindi devi rendermi orgoglioso."

Queste affermazioni implicite rivelano una dinamica manipolativa che può causare sensi di colpa o ansia nel figlio. L’amore sembra condizionato al soddisfacimento delle aspettative, anziché incondizionato. Tuttavia, una volta che queste motivazioni emergono alla consapevolezza del genitore, egli stesso può rendersi conto dell’assurdità di tali dinamiche.

Anche il figlio, dal canto suo, può essere imprigionato nel proprio ruolo, aspettandosi approvazione e accettazione dai genitori come condizione per sentirsi completo. Questo è un riflesso dell'ego del figlio, che teme il giudizio e cerca sicurezza nell'accettazione altrui. Tuttavia, la vera libertà arriva quando si riconosce che l’approvazione dei genitori non è necessaria per vivere autenticamente. Tale consapevolezza libera entrambi i ruoli dalla necessità di controllo o conformità.

La soluzione non passa attraverso il confronto diretto o l'accusa, poiché ciò rischia di rafforzare l'ego difensivo. Al contrario, accettare il comportamento dei genitori senza opporsi, osservandolo per quello che è, può dissolvere gradualmente le tensioni. Allo stesso modo, il figlio può esaminare le proprie aspettative irrealistiche, comprendendo che il valore personale non dipende dal riconoscimento genitoriale.


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