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domenica 17 novembre 2024

Non sono la mia mente

 

Quando dico a me stessa "Non sono la mia mente" , affermo una verità che spesso dimentico. La mia mente è sempre lì, con il suo flusso incessante di pensieri, giudizi e preoccupazioni. Eppure, io non sono quei pensieri. C’è una parte di me più profonda, più autentica, che va oltre l'attività mentale che troppo spesso mi domina. Quando mi identifico con la mia mente, specialmente con l’ego, finisco per cadere in un ciclo di sofferenza inutile.
La mia mente è uno strumento straordinario. Mi aiuta a pianificare, a risolvere problemi a creare … ma quando prendo ogni pensiero come una verità assoluta, quando lascio che la mente prenda il controllo, smetto di usarla e divento sua schiava. In quei momenti, mi ritrovo intrappolata in un dialogo interiore incessante, come se la mia mente fosse una padrona esigente che non mi lascia mai in pace.
Il mio ego vuole sempre avere il controllo. Vuole che tutto vada secondo i suoi piani, che le emozioni siano sempre gestibili e che la realtà si pieghi alle sue aspettative. Ma so che questa è solo un’illusione. Quando cerco di controllare ogni aspetto della mia vita, mi allontano dal momento presente e creo una resistenza inutile. L’ego mi fa credere che se non tengo tutto sotto controllo, perderò qualcosa di fondamentale. E questo mi genera ansia e frustrazione.
Devo ricordarmi che i miei pensieri non sono la realtà. Sono solo interpretazioni, spesso distorte da paure, convinzioni o desideri insoddisfatti. Quando li prendo troppo sul serio, finisco per perdermi in un mondo fatto di proiezioni e scenari immaginari, un flusso di pensieri inutili che mi allontana dalla realtà e consuma la mia energia. Mi preoccupo per il futuro, rimugino sul passato e giudico costantemente ciò che provo, perdendo di vista il presente.
Quando mi oppongo a ciò che accade, quando cerco di resistere al flusso naturale della vita, sperimento sofferenza. Voglio che le cose vadano diversamente, ma più mi aggrappo a questa idea, più soffro. Imparare ad accettare ciò che è, invece di combatterlo, è una lezione che cerco di interiorizzare ogni giorno. 

Ho scoperto alcune pratiche che mi aiutano a ricordare che non sono la mia mente:

  1. Osservare i Pensieri
    Mi alleno a osservare i miei pensieri senza identificarmi con essi. Immagino i pensieri come nuvole nel cielo: alcune sono dense e cariche, altre leggere e passeggere. Non devo trattenerle. Io non sono quelle nuvole, io sono il cielo che le ospita.

  2. Respirazione Consapevole
    Ogni volta che porto l’attenzione al mio respiro, mi radico nel presente. Il semplice atto di respirare mi aiuta a creare uno spazio di calma dentro di me, interrompendo il flusso incessante dei pensieri e riportandomi al qui e ora.

  3. Accettare le Emozioni
    Quando provo emozioni intense, soprattutto quelle dolorose, cerco di accettarle senza giudizio. Le emozioni sono come onde che si infrangono e si ritirano. Se non mi oppongo, se non cerco di bloccarle o reprimerle, alla fine si placano naturalmente. 

Riconoscere che non sono la mia mente mi dà una sensazione di libertà profonda. La mia vera essenza non è definita dal caos dei pensieri, ma risiede in uno spazio di quiete e presenza che posso raggiungere in qualsiasi momento. Quando osservo i miei pensieri, respiro consapevolmente e accetto le emozioni per quello che sono, riesco a vivere in modo più autentico. La mente torna a essere ciò che dovrebbe essere: un utile strumento, e non il mio padrone. 

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