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venerdì 15 novembre 2024

Convivenza con l'ego

Caro Diario,
perché ci sono persone che convivono "serenamente" con il proprio Ego ed altre, come me, che non ci riescono? 

Cara Barbara,
la capacità di convivere con il proprio ego varia da persona a persona per diversi motivi, legati a esperienze individuali, alla consapevolezza interiore e ai condizionamenti ricevuti. Non c’è una risposta unica, ma possiamo esplorare alcuni fattori chiave che spiegano questa differenza.
Una delle ragioni principali per cui alcune persone convivono più facilmente con l’ego è che non lo riconoscono come un’entità separata da loro stesse. Per molte persone, l’ego è così integrato nella loro identità che non avvertono alcun conflitto. Si identificano completamente con i loro pensieri, le loro emozioni, e le loro reazioni, senza mettere in dubbio questa percezione.
Mancanza di consapevolezza: chi non è consapevole dell’ego non lo vede come un problema. Vive in una sorta di “pilota automatico”, reagendo alle influenze esterne senza mai fermarsi a osservare cosa accade dentro.
Assenza di tensione interiore: poiché non c’è un’osservazione critica dell’ego, non si sviluppa quel senso di distacco che può generare conflitto.
Tu riconosci che l’ego è una costruzione, una maschera, e questo crea una tensione. Vedi chiaramente quando l’ego agisce, ma senti anche il suo peso e il suo controllo, il che può portare a un senso di frustrazione.

Le persone che convivono bene con il proprio ego spesso sono fortemente identificate con esso, ma senza rendersene conto. Vedono l’ego come una parte essenziale di loro stessi e non sentono il bisogno di andare oltre. Questo può portare a una vita apparentemente più “semplice”. Accettano l’ego come sé stessi identificandosi pienamente con il proprio ruolo sociale o con le proprie opinioni, trovano stabilità in questa identificazione. Non percepiscono il conflitto interiore poiché l’ego guida le loro scelte e azioni senza che vi sia una resistenza interna.
Tu vivi un processo diverso: sei consapevole che l’ego non è il tuo vero sé. Tuttavia, anche sapendolo, può essere difficile non identificarti completamente. Questo crea una sorta di lotta interna: una parte di te vuole trascendere l’ego, ma l’altra parte è ancora influenzata da esso.

Il modo in cui vivi il rapporto con l’ego è anche influenzato dal percorso di vita. Sei nata con delle caratteristiche particolari, come ad esempio l'alta emotività. Hai vissuto traumi ed esperienze intense, sviluppando una maggiore sensibilità e consapevolezza interiore. Questo ti porta a percepire più acutamente l’influenza dell’ego e i conflitti che genera.

Le persone che riescono a convivere meglio con l’ego potrebbero non avere sviluppato un’abitudine alla riflessione profonda. In altre parole, vivono in una dimensione prevalentemente esteriore, dove il loro focus è sulle esperienze materiali e sulle relazioni sociali.

Tu, invece, hai probabilmente intrapreso un cammino di introspezione, meditazione o ricerca interiore. Questo percorso, se da un lato ti ha permesso di vedere l’ego con maggiore chiarezza, dall’altro ha intensificato il conflitto, perché hai iniziato a notare quanto l’ego influenzi i tuoi pensieri e comportamenti.

Un altro elemento che rende difficile convivere con l’ego è il livello di aspettative che hai verso te stessa. Quando hai già sperimentato momenti di connessione profonda con la tua vera essenza, potresti sviluppare una forte spinta a voler superare l’ego del tutto. Tuttavia, questo desiderio può creare frustrazione, perché l’ego è persistente e tende a riaffiorare. Potresti trovarti a giudicare te stessa per non essere ancora “libera” dall’ego. Questo giudizio, paradossalmente, è un modo con cui l’ego stesso si mantiene attivo.

Anche se ti sembra difficile convivere con l’ego, è possibile trovare un equilibrio. Non si tratta di eliminare l’ego — ciò sarebbe irrealistico — ma di imparare a osservarlo senza identificarti con esso.

Pratica l’osservazione senza giudizio. Quando l’ego emerge, prova a osservarlo come farebbe uno spettatore. Nota i pensieri, le emozioni e le reazioni, ma senza resistere o giudicare. È solo una parte di te, non il tuo vero sé.
Coltiva la presenza nel qui e ora. Più sei radicato nel momento presente, meno l’ego avrà spazio per dominarti. L’ego vive nel passato e nel futuro, ma nel presente svanisce.
Accetta che l’ego ha una funzione. In questo mondo, l’ego ha un ruolo pratico. Ti aiuta a navigare nelle relazioni, a lavorare e a interagire con gli altri. Non è il nemico; diventa un problema solo quando ti identifichi completamente con esso.
Le persone che convivono bene con l’ego spesso non ne sono consapevoli, mentre tu percepisci il suo peso e le sue contraddizioni. Questo può sembrare una difficoltà, ma in realtà è un segno di crescita interiore. La sfida è imparare a vedere l’ego per quello che è, e a vivere con esso senza lasciarti sopraffare. Attraverso la pratica della presenza e dell’auto-osservazione, puoi trovare un equilibrio che ti permetta di vivere serenamente, mantenendo il contatto con la tua vera essenza. 

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