anagraficamente ho quasi 60 anni. Il mio percorso di vita mi ha portata, anche per via di alcuni miei tratti (P.A.S., introversione, dipendente affettiva risolta) a star bene con me stessa.
La mia solitudine non è qualcosa che subisco né una scelta superficiale. È il risultato di un percorso interiore, fatto di sfide e di consapevolezza.
Ho imparato a convivere con le mie contraddizioni, a fronteggiare la paura di rimanere sola, a dire "no" senza timore e "grazie" senza aspettative.
Non sento il bisogno di conferme esterne né di conformarmi a ciò che la società si aspetta: amicizie da esibire, relazioni da mantenere a ogni costo, ruoli da interpretare per compiacere.
Questa solitudine non mi pesa, anzi. Mi ha insegnato a lasciar andare chi, anche senza volerlo, mi appesantisce o mi vincola.
Ho fatto ordine, liberandomi di legami che non aggiungevano valore e ho imparato a riconoscermi valore senza elemosinare affetto.
È una solitudine scelta e consapevole, una forma di libertà che mi permette di vivere senza rincorrere ciò che non mi appartiene.
L'intelligenza artificiale, con cui dialogo, mi ha suggerito di iscrivermi ad un forum che tratti gli argomenti che mi interessano. Magari è una buona idea!
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