Caro diario,
in molti portiamo dietro il peso di errori fatti in passato. Rimpianti che continuano a condizionare le nostre vite, trattenendoci in un passato che non esiste più:
in molti portiamo dietro il peso di errori fatti in passato. Rimpianti che continuano a condizionare le nostre vite, trattenendoci in un passato che non esiste più:
- Non aver coltivato amicizie autentiche per paura di aprirsi emotivamente.
- Essersi accontentati di un lavoro che non appassionava, temendo di fallire se si fosse provato a cambiare strada.
- Aver ignorato i segnali del proprio corpo e della mente, trascurando la salute fisica o mentale fino a quando non è diventato un problema serio.
- Aver rinunciato a un viaggio o un’esperienza avventurosa per paura di non avere abbastanza soldi o tempo, rendendosi conto poi che si trattava di scuse.
- Non aver difeso le proprie opinioni e valori per paura del giudizio altrui, adattandosi a situazioni che non rispecchiavano la propria identità.
- Aver sprecato troppo tempo sui social o davanti a uno schermo, trascurando momenti di vera connessione con gli altri.
- Non aver perdonato qualcuno, lasciando che il rancore consumasse energie preziose e impedisse di andare avanti.
- Aver scelto un percorso scolastico prestigioso solo per essere approvata dagli altri, mettendo da parte i propri sogni e inclinazioni.
Questi sono solo alcuni esempi dei pesi che ci portiamo
sulle spalle, che rendono sempre più pesante il bagaglio emotivo che ci
portiamo dietro. Come possiamo far pace?
Fare pace con il rimpianto significa accettare completamente ciò che è successo
e non si può cambiare il nostro passato. E per quanto può sembrare ovvio, la
verità è che molte volte noi non soffriamo solo per quello che è successo, ma
anche perché vorremmo tornare indietro per cambiare le cose, ma non possiamo.
Il superamento del rimpianto può avvenire attraverso un processo:
arriva il momento in cui ci rendiamo conto di aver commesso un errore. Di
conseguenza possiamo provare rabbia e biasimo verso noi stessi. Vorremmo poter
tornare indietro con la consapevolezza di oggi, ma non è possibile e pensiamo
di aver perso qualcosa che avrebbe fatto la differenza e proviamo dolore. Poi c’è
la fase dove si riesce ad accettare che non si può tornare indietro, ma resta
il dispiacere e il senso di colpa. Infine può accadere di riuscire a far pace con
l'evento in sé.
Questi passaggi sono necessari, cioè è difficile che se un evento ci ha fatto
particolarmente male si possa passare immediatamente dal rendersi conto dell’errore
alla pacificazione. Tuttavia non
dobbiamo restare bloccati troppo tempo in qualche punto del processo. Per
andare avanti serenamente bisogna far pace con i rimpianti perché sono
disfunzionali, oltre che inutili.
Ad esempio, ho sempre fatto lavori casuali, un po' quello
che mi capitava, giorno per giorno.
Arrivata ad una certa età ho iniziato a fare pensieri del tipo: "Se solo fossi
stata più lungimirante…” "Se solo avessi dato fondamentale importanza all’autonomia
economica…”, "Se solo non mi fossi fatta condizionare...".
Poi qualcuno mi ha detto. “Ma tu parli con la consapevolezza di adesso. Ma in
passato avevi altri progetti. Immaginavi di crearti una famiglia e di dedicarti
a loro. Ambivi a questo e non c’è nulla di male. In quel periodo non potevi
fare diversamente, o meglio eri coerente con ciò che era importante per te. In
generale ognuno di noi fa quello che crede meglio, ha delle ragioni se fa certe
scelte. Non devi fartene una colpa.”
Queste parole mi hanno aiutata molto a superare situazioni delle quali, per
molto tempo, mi sono incolpata o dispiaciuta per la mia scarsa concretezza e
che mi portavo come un peso.
Quello che può aiutarmi in questi casi è rendermi conto che in quel momento ero
convinta che era la cosa giusta o non ero in grado di fare diversamente. Non
sono la persona che ero anni fa! Oggi sono una persona diversa da quella che ha
commesso errori.
Quello che posso fare è riflettere e cercare di capire quali sono le azioni che
potrei compiere oggi, anche piccole, per "riparare" il passato.
"Ripararlo" non significa cambiarlo: se un vaso cade e si rompe, non
posso fisicamente tornare indietro nel tempo ed evitare che cada; quello che
però posso fare è prendere i cocci che sono caduti e rimetterli insieme. E
ognuno di quei cocci che posso mettere insieme rappresenta le azioni positive
che posso fare oggi sulla base delle lezioni che ho imparato.
Cara Barbara,
Ti propongo un esercizio:
Prendi un foglio di carta e scrivi: "Cara …, ”
Prendi un foglio di carta e scrivi: "Cara …, ”
Nella prima fase devi scrivere tutto ciò che provi a livello emotivo riguardo un
peso che vuoi lasciare andare. Tu stai parlando a te stessa del passato e
potrebbe sorgere frustrazione, rabbia, tristezza, senso di colpa, una serie di
emozioni. E in questa fase devi lasciare andare tutto quello che c'è, quindi
fare scorrere le emozioni sulla carta. Una volta che hai sfogato tutto, se ne
hai bisogno, prenditi del tempo e poi ci torni.
In questa parte della lettera riconosci che la te del passato ha fatto il
massimo che poteva, non poteva fare diversamente, che era convita che fosse la
cosa giusta, eccetera. Quindi puoi scrivere delle frasi del tipo: "Hai
fatto quello che potevi", "Hai fatto il massimo", "Non
potevi fare diversamente". E, se riesci, prova compassione per la persona
che sei stata in quel momento, perché magari negli anni l'hai colpevolizzata
per quello che ha fatto o non ha fatto, ma la verità è che quello era il
massimo che poteva fare e non poteva fare diversamente.
Nella terza parte, riconosci che sei una persona nuova, una persona diversa
rispetto a quella del passato, una persona più matura e che è in grado di agire
diversamente. E, se riesci, scrivi la lezione che hai imparato e, se è possibile,
le azioni che hai intenzione di compiere. Una volta terminato di scrivere la
lettera, la rileggi per l'ultima volta e alla fine la bruci. L'atto di bruciare
è chiaramente un atto simbolico che simboleggia il lasciare andare il passato.
Lettera ispirata dal video
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