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domenica 11 maggio 2025

1 - Lorig: 51 fattori mentale con Lama Michel Rinpoche

 

La vita tende a passare velocemente. Richiamando le parole di Atisha, durante il giorno, siamo principalmente distratti da due cose: la ricerca e il godimento degli oggetti di piacere e l'affrontare o preoccuparsi dei problemi e delle difficoltà. Una parte significativa del nostro tempo è anche dedicata alla sopravvivenza e alla gestione delle risorse materiali, comprese le "tre sofferenze relative al denaro": accumulare, mantenere e far crescere. Questa distrazione devia la nostra attenzione, il nostro tempo e la nostra energia da un processo consapevole di trasformazione. Di notte, tendenzialmente dormiamo, e i nostri sogni spesso riflettono le distrazioni del giorno.

La trasformazione di noi stessi è un processo costante; ogni giorno che passa, ci abituiamo e familiarizziamo con le nostre parole, scelte e pensieri. Non abbiamo la scelta se trasformarci, ma come. Una modalità di vita è reagire a ciò che accade, cercando di ottenere ciò che è bello (attrazione), evitare ciò che non lo è (avversione) o distrarsi quando stanchi. Un'altra modalità, invece, è scegliere consapevolmente il modo in cui ci vogliamo trasformare. In questa seconda modalità, le nostre azioni presenti non sono reazioni, ma azioni consapevoli dirette verso chi vogliamo diventare.

Una delle difficoltà principali è che siamo fatti di abitudini plasmate dall'esperienza, non solo dalla conoscenza. Capire qualcosa intellettualmente non basta per cambiare. È necessario iniziare con consapevolezza della direzione in cui vogliamo andare e dove stiamo andando ora, per poter ridirezionare dolcemente le nostre scelte, azioni e pensieri. Dedicare del tempo, come i giorni di insegnamento menzionati, è un modo per invertire la dinamica della distrazione e dedicarsi al percorso spirituale, alla consapevolezza, per conoscere sé stessi e direzionarsi verso chi si vuole essere.

Tutto dipende dalla mente. I problemi nella vita personale, familiare, lavorativa, sociale e internazionale nascono nella mente umana. Anche le cose belle e meravigliose nascono nella mente umana. Se riusciamo a vedere il potere della mente sia per il bene che per il male, diventa fondamentale conoscerla per poterla direzionare.

I "difetti del Samsara" (la sofferenza e le sue cause) e le "qualità del Nirvana" (gli stati positivi) senza eccezione derivano dalla mente. Per questo, coloro che hanno intelligenza e discernimento dovrebbero dare importanza alla conoscenza dei segreti della mente. La mente è lo strumento più potente per creare, risolvere problemi, stare bene o male. Un ambiente e un corpo sani non garantiscono l'equilibrio se la mente è "malata"; è come vivere l'inferno stando in paradiso. Al contrario, una mente sana ed equilibrata può mantenere l'equilibrio anche in un ambiente e corpo "malsani", come vivere in paradiso stando all'inferno. La nostra sofferenza mentale è spesso più prevalente della sofferenza fisica e deriva principalmente dalla paura di ciò che accadrà o dal fatto che il presente non è come pensiamo dovrebbe essere, o come il passato non è stato come avremmo voluto. Questa sofferenza nasce nella nostra mente, non solo nel contesto esterno.

Conoscere la mente, come insegnato da Buddha, permette di capire i processi interni, avere maggiore capacità di osservazione, e poter ridirezionare la mente. Aiuta anche a immaginare e visualizzare chi vogliamo essere e a sviluppare il nostro potenziale. La forza del desiderio è fondamentale per la trasformazione; non facciamo ciò che non vogliamo veramente. La pigrizia è definita come la comprensione dell'importanza di qualcosa unita alla mancanza di desiderio per essa. Quando c'è passione per qualcosa, mettiamo molta energia.

Percorso di comprensione del desiderio che porta allo sforzo: lo sforzo viene dall'aspirazione, l'aspirazione viene dalla fede. La fede significa credere nell'esistenza, nelle caratteristiche, nelle qualità e nel potenziale di qualcosa. Non possiamo desiderare veramente ciò che non conosciamo o in cui non crediamo. Similmente, non metteremo energia per ottenere qualcosa che non crediamo sia possibile per noi ottenere. Per desiderare qualcosa in modo reale, dobbiamo conoscerla, credere nella nostra possibilità di ottenerla e immaginare noi stessi con quella cosa. L'oggetto fondamentale del desiderio è la nostra felicità in uno stato libero da sofferenza, che richiede un corpo e una mente sani. Capire cos'è una mente sana e immaginarci in quello stato è fondamentale per fare lo sforzo necessario.

Gli insegnamenti di Lorig (la conoscenza della mente) e i 51 fattori mentali sono presentati come strumenti per questo percorso di conoscenza e trasformazione. Lo studio dei 51 fattori mentali ha aperto la mente di Lama Michel Rinpoche a vedere le cose in modo diverso. Questo insegnamento richiede studio, apprendimento, lettura e rilettura per accedere alla conoscenza. I 51 fattori mentali sono paragonati agli ingredienti dei nostri pensieri ed emozioni; capendo questi ingredienti, possiamo regolare il "piatto" della nostra mente, aumentando alcuni e diminuendo altri per un migliore equilibrio.

Ci sono due paradigmi fondamentali nella visione del mondo:

  1. Paradigma mondano: la felicità e la sofferenza dipendono prevalentemente dal contesto esterno (mondo, possedimenti, relazioni, ecc.). La felicità si cerca ottenendo ciò che si vuole, evitando ciò che non si vuole e trattenendo ciò che piace. La sofferenza nasce quando non si ottiene ciò che si vuole, si incontrano situazioni sgradite o ci si separa da ciò che piace. Questo paradigma include anche l'attaccamento a una realtà idealizzata su come persone e cose dovrebbero essere. È possibile vivere in questo paradigma anche usando metodi spirituali in modo "mondano", pregando per manipolare le condizioni esterne.
  2. Paradigma spirituale: la felicità e la sofferenza dipendono dalle nostre proprie dinamiche interne e dal modo in cui viviamo il mondo. È uno stato interno, non il risultato di una realtà esterna. Le esperienze passate creano "filtri" e "ferite" che influenzano la nostra percezione presente. Non possiamo percepire la realtà indipendentemente dai filtri creati dalle nostre esperienze passate. La sofferenza nasce dai nostri "veleni mentali" (stati interiori che tolgono la pace, come rabbia, gelosia, insoddisfazione) e dalle interazioni compiute sotto la loro influenza (Karma). L'unico percorso per la pace è diminuire i veleni mentali e aumentare le "qualità" (stati interiori che aumentano pace e benessere, come amore, soddisfazione, saggezza). Buddha disse: "Io sono il mio proprio protettore. Io sono il mio proprio nemico", indicando l'origine interna della nostra condizione.

La trasformazione richiede un profondo senso di autoresponsabilità. Una delle prime cose da fare è smettere di vittimizzazione. Siamo come siamo (imperfetti) a causa di un processo complesso di cause e condizioni (DNA, educazione, esperienze, ecc.), non per caso. Siamo "perfetti" nel senso che non potremmo essere diversi date le cause e condizioni fino ad oggi. Accettare il presente, senza opporvisi, è fondamentale. Allo stesso tempo, dobbiamo direzionare noi stessi verso il futuro che vogliamo. Invece di lottare contro ciò che c'è, dobbiamo direzionare gli sforzi per affrontare le ferite e lavorare verso come vogliamo essere. Non possiamo cambiare gli altri, ma ogni interazione porta a una trasformazione. Possiamo interagire con persone e situazioni non opponendoci, ma direzionandoci affinché diventino come riteniamo sia meglio.

Il processo di trasformare la mente e i comportamenti si divide principalmente in due fasi:

  1. Smettere di nutrire comportamenti negativi/cattive abitudini: Questa fase ha tre difficoltà:
    • Essere consapevoli: Riuscire a vedere l'abitudine o l'emozione negativa, ma non riuscire a fermarla. La consapevolezza è il primo passo perché non si può ridirezionare ciò che non si vede. La conoscenza della mente (come i 51 fattori mentali) aiuta a sviluppare questa consapevolezza.
    • Non bloccarla e non seguirla: Riuscire a sentire l'emozione o vedere l'abitudine ma non tradurla in parole, azioni o pensieri. Generare una sorta di indifferenza o neutralità verso di essa, lasciandola passare come un vento.
    • Dare continuità alla seconda: Riuscire a non seguire l'emozione o l'abitudine ogni volta che si presenta finché non passa. Ogni volta che riusciamo in questo, l'abitudine si indebolisce; ogni volta che la seguiamo, si rafforza.
  2. Generare l'antidoto: Sviluppare comportamenti mentali, fisici e verbali virtuosi (antidoto alla paura è il coraggio).

La trasformazione è un processo continuo e consapevole, essenziale per superare la sofferenza e raggiungere il benessere. Questo percorso si basa sulla comprensione profonda che la nostra esperienza interna (mente, emozioni, abitudini) è la causa fondamentale della nostra felicità e sofferenza, non primariamente le condizioni esterne. La Conoscenza della Mente (Lorig), in particolare attraverso lo studio dei 51 Fattori Mentali, fornisce gli strumenti (come la consapevolezza degli "ingredienti" dei nostri pensieri) necessari per osservare, comprendere e ridirezionare le dinamiche interne, accettando il presente ma lavorando attivamente e con autoresponsabilità verso lo stato desiderato.
Questo è, cosa posso fare?

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