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giovedì 15 maggio 2025

2 - Lorig: 51 fattori mentale con Lama Michel Rinpoche


Che cosa si intende per "mente" nella tradizione buddista e come viene classificata?

Nella tradizione buddista la mente non è vista come un'entità solida e separata, ma piuttosto come un flusso continuo di percezioni e pensieri. La mente è definita come "chiara e consapevole". "Chiara" indica che la mente è sempre attiva e ha una sua "luce" interna, non necessitando di altro per percepire sé stessa. "Consapevole" o "sapiente" significa che la mente ha sempre un oggetto di percezione.

La mente grossolana, che è quella più accessibile e con cui si ha maggiore contatto nella vita di tutti i giorni, viene classificata in diversi modi. La classificazione che viene seguita in questo insegnamento è in termini di "natura", che distingue tra la mente primaria e i fattori mentali. Ci sono principalmente sei tipi di coscienza o menti primarie, legate ai sei sensi (vista, udito, gusto, olfatto, tatto e oggetti mentali). La mente primaria è quella che percepisce l'oggetto sensoriale nel momento in cui entra in contatto con esso, in modo generico.

Qual è il rapporto tra la mente primaria e i fattori mentali?

La mente primaria e i fattori mentali non sono entità separate, ma sono della stessa natura e si compongono a vicenda. La mente primaria è come la "mano" che afferra l'oggetto, mentre i fattori mentali sono come le "dita" e il "palmo" che compongono la mano e ne determinano le caratteristiche. I fattori mentali sono gli aspetti specifici che compongono una mente primaria e influenzano il modo in cui l'oggetto viene percepito. Ad esempio, la mente primaria percepisce la forma di un bicchiere, ma fattori mentali come la sensazione (piacevole o spiacevole), il discernimento (identificarlo come bicchiere) e il ricordo consapevole (mantenere l'attenzione) arricchiscono e definiscono quella percezione. Senza i fattori mentali, la mente primaria non potrebbe esistere.

Quanti sono i fattori mentali principali e quali sono le loro categorie?

Si afferma che sia i difetti del Samsara (il ciclo della sofferenza) che le qualità del Nirvana (pace, gioia, stabilità, benessere) derivano dalla mente. La nostra mente possiede un potere enorme, capace di generare sia benessere che sofferenza. Per questo motivo, chi possiede intelligenza e discernimento dovrebbe dedicare sforzi a conoscere i "segreti della mente", imparando a direzionarla meglio.

La definizione buddista della mente è che essa è "chiara e consapevole" (o "chiara e sapiente")

  • "Chiara" significa che la mente è sempre attiva, non smette mai di percepire o di esistere, nemmeno nel sonno profondo. Può anche significare che la mente è "auto-manifesta" o "auto-cognitiva", capace di vedere sé stessa e di avere una luce propria senza bisogno di altro per essere vista.
  • "Consapevole", "cognitiva" o "sapiente" significa che la mente ha sempre un oggetto di percezione. Questo oggetto può essere esterno, percepito tramite i sensi (vista, udito, gusto, olfatto, tatto), o interno (immagini mentali, ricordi, proiezioni, giudizi).

Esistono tre livelli di mente:

  1. Mente grossolana: È la parte più manifesta e cosciente. Percepisce tramite i sensi, ricorda il passato, proietta il futuro. È il livello della mente con cui abbiamo più contatto e che riusciamo a direzionare più facilmente.
  2. Mente sottile: Corrisponde a ciò che potremmo definire "inconscio" (pur con le differenze rispetto alla psicologia occidentale). Contiene emozioni, predisposizioni, abitudini non attualmente manifeste. È basata principalmente su attrazione, avversione, indifferenza.
  3. Mente molto sottile: Contiene le abitudini profonde e le predisposizioni, come delle "impronte" o "semi" lasciati dalle nostre esperienze e azioni. È il livello della mente che continua di vita in vita.

Sebbene la mente grossolana sia un riflesso dei livelli più profondi, lavorare a livello grossolano è importante perché ciò che accade in questo livello (pensieri, emozioni, scelte) va a modellare e trasformare i livelli sottili e molto sottili. La mente grossolana è il livello più accessibile per apportare cambiamenti.

All'interno della mente grossolana c'è una classificazione fondamentale in termini di "natura" che divide la mente in due aspetti principali:

  1. La mente primaria: è quella che percepisce in modo generico un oggetto sensoriale nel momento del contatto. Ad esempio, vedere una forma o sentire un suono. Sorge direttamente senza dipendere da un processo concettuale. Possiamo avere fino a sei menti primarie simultaneamente, legate ai sei sensi (vista, udito, olfatto, gusto, tatto e il senso mentale che percepisce oggetti mentali).
  2. I fattori mentali: sono le caratteristiche, gli aspetti o gli ingredienti che compongono la mente primaria. La mente primaria e i fattori mentali sono della stessa natura e l'uno non può esistere senza l'altro. Sono come un piatto e i suoi ingredienti. I fattori mentali hanno la funzione di dirigere la mente sull'oggetto e svolgere funzioni specifiche, come non dimenticare o stabilizzare la percezione. Mentre la mente primaria apprende l'oggetto in modo generale, i fattori mentali lo apprendono in modo particolare (ad esempio, percepire la forma di un bicchiere e provare una sensazione piacevole o classificarlo come "bicchiere").

Studiare i fattori mentali è considerato fondamentale perché ci permette di comprendere i meccanismi con cui percepiamo la realtà e come la nostra esperienza è costruita non solo dall'oggetto esterno, ma dal modo in cui percepiamo, che è determinato dai fattori mentali. Riuscire a identificare e lavorare sui fattori mentali ci consente di dare più importanza agli aspetti benefici e di non rinforzare le abitudini negative.
È possibile osservare una percezione, aprirla nei suoi componenti e dare più importanza ad alcuni aspetti rispetto ad altri.

Secondo la tradizione vengono descritti 51 fattori mentali principali. Sebbene ne esistano innumerevoli altri, questi 51 sono considerati i più importanti e sono elencati nel Compendio dell'Abhidharma di Asanga.

Questi 51 fattori mentali sono raggruppati in sei categorie principali:

5 fattori mentali onnipresenti: questi sono fattori che sono sempre presenti in ogni momento in cui sorge una mente primaria. Sono fondamentali per il meccanismo della percezione. I nomi elencati sono:

ཚོར་བ་ tsor wa - sensazione

འདུ་ཤེ་ dü sce – discernimento o distinguente

སེམས་པ་ sem pa - intenzione

ཡིད་ལ་བྱེད་པ་ yi la gé pa – attenzione

5 fattori mentali che accertano l'oggetto: questi fattori, quando presenti, rendono la percezione dell'oggetto più chiara.

འདུན་པ་ dün pa - aspirazione

མོས་པ་ mö pa - fermo apprendimento

དྲན་པ་ dren pa – ricordo consapevole

ཏིང་ངེས་འཛིན་ ting nghé dzin - concentrazione

ཤེས་རབ་ shérab – consapevolezza discernente

11 fattori mentali benefici: questi fattori generano uno stato di benessere e pace.

དད་པ་ dé pa - fede

ངོ་ཚ ngo tsa - autostima

ཁྲེལ་ཡོད་ trel yö – considerazione per gli altri

མ་ཆགས་ ma ciak – non attaccamento

ཞེ་སྡང་མེད་པ་ scé dang mé pa – non-odio

གཏི་མུག་མེད་ ti muk mé – non-ignoranza

བརྩོན་འགྲུས་ tsön drü – sforzo gioioso

ཤིན་སྦྱངས་ scin giang - flessibilità

བག་ཡོད་ bak yö - coscienziosità

བཏང་སྙོམས་ tang gniom - equanimità

རྣམ་པར་མི་འཚེ་བ་ nampar mi tsewa – non-crudeltà

6 Fattori Mentali Radice Affliggenti (nyon mongs rtsa ba drug): Questi sono considerati fattori negativi che portano a stati di sofferenza e malessere.

འདོད་ཆགས་ dö ciak – attaccamento desideroso

ཁོང་ཁྲོ་ khong tro - collera

ང་རྒྱལ་ nga ghial - arroganza

མ་རིག་པ་ ma rik pa - ignoranza

ཐེ་ཚོམ་ té tsom – indecisione vacillante

ལྟ་བ་ཉོན་མོངས་ཅན་ tawa gniön mong cen – visioni erronee

20 Fattori Mentali Affliggenti Secondari (nye nyon nyishu): Fattori negativi di minore importanza rispetto alle radici, ma che derivano anch'essi da quelli.

ཁྲོ་བ་ trowa - dispetto

ཁོན་འཛིན་ khön dzin - risentimento

འཆབ་པ་ ciap pa - occultamento di comportamento scorretto

འཚིག་པ་ tsik pa - aggressione

ཕྲག་དོག་ trak dok - invidia

སེར་སྣ་ ser na - avarizia

སྒྱུ་ ghiu - pretesa

གཡོ་ yo - dissimulazione

རྒྱགས་ ghiak - auto-soddisfazione

རྣམ་པར་འཚེ་བ་ nam par tsewa - crudeltà

ངོ་ཚ་མེད་པ་ ngo tsa mé pa – mancanza di autostima

ཁྲེལ་མེད་ trel mé – mancanza di considerazione per gli altri

རྨུགས་པ་ muk pa – annebbiamento mentale

རྒོད་པ་ gö pa - eccitazione

མ་དད་པ་ ma dé pa - non-fede

ལེ་ལོ lé lo - pigrizia

བག་མེད་ bak mé – non-consapevolezza

བརྗེད་ངེས་ gé nghé – dimenticanza erronea

ཤེས་བཞིན་མིན་པ་ scé scin ma yin pa – non-vigilanza

4 Fattori Mentali Variabili: questi fattori non sono né positivi né negativi per natura. La loro influenza dipende dai fattori con cui si presentano: diventano positivi se accompagnati da fattori positivi, e negativi se accompagnati da fattori negativi.

གཉིད་ gnyi - sonno

འགྱོད་པ་ ghiö pa - rammarico

རྟོག་པ་ tog pa – esame generale

Qual è l'importanza di conoscere la propria mente e i fattori mentali?

Conoscere la propria mente e i suoi meccanismi, inclusi i fattori mentali, è considerato fondamentale. Tutti gli stati positivi come la pace, la gioia e il benessere (le qualità del Nirvana) e tutti gli stati negativi come la sofferenza, i conflitti e il malessere (i difetti del Samsara) derivano dalla mente. Comprendere come funziona la mente permette di direzionarla in modo consapevole. La mente è uno strumento potente che può generare sia benessere che sofferenza; quindi, chi ha discernimento dovrebbe sforzarsi di conoscere i suoi "segreti" per utilizzarla in modo costruttivo.

Come sono interconnessi corpo, parola e mente?

Corpo, parola e mente sono strettamente interconnessi e vanno sempre insieme. Esistono tre livelli di ciascuno: grossolano, sottile e molto sottile. Il corpo grossolano (la parte visibile, gli organi, ecc.) è connesso alla mente grossolana. Il corpo sottile (sistema nervoso, energie, fluidi) è connesso alla mente sottile. Il corpo molto sottile (un'energia che continua di vita in vita) è connesso alla mente molto sottile. La mente grossolana dipende dal corpo grossolano (ad esempio, un problema fisico può influenzare la mente grossolana), e viceversa, lo stato mentale può influenzare il corpo (ad esempio, l'alimentazione può influire sulla mente). La parola grossolana è la comunicazione verbale e scritta, la parola sottile sono le energie emanate dai sentimenti e dai pensieri, e la parola molto sottile è l'energia emanata dal corpo e dalla mente molto sottile. Per vivere in armonia, è necessario prendersi cura di tutti e tre gli aspetti.

Che relazione c'è tra la realtà esterna e la realtà interna (non dualità)?

Esiste una non dualità tra la realtà esterna e la realtà interna. La realtà esterna (oggetti, interazioni) esiste, ma il modo in cui la percepiamo dipende dai filtri della nostra mente. È come guardare il mondo attraverso occhiali colorati: quello che vediamo è influenzato dal filtro. Allo stesso tempo, la mente che percepisce non esiste indipendentemente dall'oggetto della percezione. Non si tratta di un'illusione totale dove esiste solo la mente, ma di un'interdipendenza: quello che percepiamo esiste, ma non esiste in modo indipendente da come lo percepiamo attraverso i nostri filtri mentali. Questa divisione tra realtà interna ed esterna è in parte una creazione della nostra "ignoranza". La mente non è un'entità separata staccata da tutto il resto, ma è connessa al mondo in cui viviamo e alle interazioni che abbiamo.

Come influenzano i diversi livelli di mente (grossolana, sottile, molto sottile) l'uno sull'altro?

I tre livelli di mente (grossolana, sottile e molto sottile) sono interconnessi e si influenzano a vicenda. La mente grossolana è la parte cosciente e attiva, che percepisce attraverso i sensi e ricorda il passato e proietta il futuro. La mente sottile, paragonabile all'inconscio, contiene emozioni, abitudini e predisposizioni non manifestate. La mente molto sottile porta le "impronte" o "semi" delle nostre abitudini e azioni profonde, che continuano di vita in vita. Quello che si manifesta nella mente grossolana è un riflesso di ciò che si trova nei livelli sottili e molto sottili. Allo stesso tempo, le azioni e le esperienze a livello grossolano (pensieri, emozioni, scelte) vanno a modellare e trasformare gradualmente le impronte nei livelli sottili e molto sottili. È un ciclo di influenza reciproca. Riuscire a sentire e accogliere ciò che si manifesta dal profondo a livello grossolano, senza rinforzare le abitudini negative con azioni o dialoghi interni, è una chiave per indebolire quelle impronte profonde.

Fonte: 2/10 Lorig: 51 fattori mentale con Lama Michel Rinpoche
Libro. Lorig - Conoscere la mente

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