Che cosa si intende per "mente" nella tradizione
buddista e come viene classificata?
Nella tradizione buddista la mente non è vista come
un'entità solida e separata, ma piuttosto come un flusso continuo di percezioni
e pensieri. La mente è definita come "chiara e consapevole". "Chiara"
indica che la mente è sempre attiva e ha una sua "luce" interna, non
necessitando di altro per percepire sé stessa. "Consapevole" o
"sapiente" significa che la mente ha sempre un oggetto di percezione.
La mente grossolana, che è quella più accessibile e con cui
si ha maggiore contatto nella vita di tutti i giorni, viene classificata in
diversi modi. La classificazione che viene seguita in questo insegnamento è in
termini di "natura", che distingue tra la mente primaria e i fattori
mentali. Ci sono principalmente sei tipi di coscienza o menti primarie, legate
ai sei sensi (vista, udito, gusto, olfatto, tatto e oggetti mentali). La mente
primaria è quella che percepisce l'oggetto sensoriale nel momento in cui entra
in contatto con esso, in modo generico.
Qual è il rapporto tra la mente primaria e i fattori
mentali?
La mente primaria e i fattori mentali non sono entità
separate, ma sono della stessa natura e si compongono a vicenda. La mente
primaria è come la "mano" che afferra l'oggetto, mentre i fattori
mentali sono come le "dita" e il "palmo" che compongono la
mano e ne determinano le caratteristiche. I fattori mentali sono gli aspetti
specifici che compongono una mente primaria e influenzano il modo in cui
l'oggetto viene percepito. Ad esempio, la mente primaria percepisce la forma di
un bicchiere, ma fattori mentali come la sensazione (piacevole o spiacevole),
il discernimento (identificarlo come bicchiere) e il ricordo consapevole
(mantenere l'attenzione) arricchiscono e definiscono quella percezione. Senza i
fattori mentali, la mente primaria non potrebbe esistere.
Quanti sono i fattori mentali principali e quali sono le
loro categorie?
Si afferma che sia i difetti del Samsara (il ciclo della
sofferenza) che le qualità del Nirvana (pace, gioia, stabilità, benessere)
derivano dalla mente. La nostra mente possiede un potere enorme, capace di
generare sia benessere che sofferenza. Per questo motivo, chi possiede
intelligenza e discernimento dovrebbe dedicare sforzi a conoscere i
"segreti della mente", imparando a direzionarla meglio.
La definizione buddista della mente è che essa è "chiara
e consapevole" (o "chiara e sapiente")
- "Chiara"
significa che la mente è sempre attiva, non smette mai di percepire
o di esistere, nemmeno nel sonno profondo. Può anche significare che la
mente è "auto-manifesta" o "auto-cognitiva",
capace di vedere sé stessa e di avere una luce propria senza bisogno di
altro per essere vista.
- "Consapevole",
"cognitiva" o "sapiente" significa che la mente ha sempre
un oggetto di percezione. Questo oggetto può essere esterno, percepito
tramite i sensi (vista, udito, gusto, olfatto, tatto), o interno (immagini
mentali, ricordi, proiezioni, giudizi).
Esistono tre livelli di mente:
- Mente
grossolana: È la parte più manifesta e cosciente. Percepisce tramite i
sensi, ricorda il passato, proietta il futuro. È il livello della mente
con cui abbiamo più contatto e che riusciamo a direzionare più facilmente.
- Mente
sottile: Corrisponde a ciò che potremmo definire "inconscio"
(pur con le differenze rispetto alla psicologia occidentale). Contiene
emozioni, predisposizioni, abitudini non attualmente manifeste. È basata
principalmente su attrazione, avversione, indifferenza.
- Mente
molto sottile: Contiene le abitudini profonde e le predisposizioni,
come delle "impronte" o "semi" lasciati dalle nostre
esperienze e azioni. È il livello della mente che continua di vita in
vita.
Sebbene la mente grossolana sia un riflesso dei livelli più
profondi, lavorare a livello grossolano è importante perché ciò che
accade in questo livello (pensieri, emozioni, scelte) va a modellare e
trasformare i livelli sottili e molto sottili. La mente grossolana è il
livello più accessibile per apportare cambiamenti.
All'interno della mente grossolana c'è una classificazione
fondamentale in termini di "natura" che divide la mente in due
aspetti principali:
- La mente
primaria: è quella che percepisce in modo generico un oggetto
sensoriale nel momento del contatto. Ad esempio, vedere una forma o
sentire un suono. Sorge direttamente senza dipendere da un processo
concettuale. Possiamo avere fino a sei menti primarie simultaneamente,
legate ai sei sensi (vista, udito, olfatto, gusto, tatto e il senso
mentale che percepisce oggetti mentali).
- I fattori
mentali: sono le caratteristiche, gli aspetti o gli ingredienti
che compongono la mente primaria. La mente primaria e i fattori
mentali sono della stessa natura e l'uno non può esistere senza
l'altro. Sono come un piatto e i suoi ingredienti. I fattori mentali hanno
la funzione di dirigere la mente sull'oggetto e svolgere funzioni
specifiche, come non dimenticare o stabilizzare la percezione. Mentre la
mente primaria apprende l'oggetto in modo generale, i fattori mentali lo
apprendono in modo particolare (ad esempio, percepire la forma di
un bicchiere e provare una sensazione piacevole o classificarlo come
"bicchiere").
Studiare i fattori mentali è considerato fondamentale perché
ci permette di comprendere i meccanismi con cui percepiamo la realtà e
come la nostra esperienza è costruita non solo dall'oggetto esterno, ma dal modo
in cui percepiamo, che è determinato dai fattori mentali. Riuscire a
identificare e lavorare sui fattori mentali ci consente di dare più
importanza agli aspetti benefici e di non rinforzare le abitudini negative.
È possibile osservare una percezione, aprirla nei suoi componenti e dare più
importanza ad alcuni aspetti rispetto ad altri.
Secondo la tradizione vengono descritti 51 fattori
mentali principali. Sebbene ne esistano innumerevoli altri, questi 51 sono
considerati i più importanti e sono elencati nel Compendio dell'Abhidharma
di Asanga.
Questi 51 fattori mentali sono raggruppati in sei
categorie principali:
5 fattori mentali onnipresenti: questi sono fattori
che sono sempre presenti in ogni momento in cui sorge una mente
primaria. Sono fondamentali per il meccanismo della percezione. I nomi elencati
sono:
ཚོར་བ་
tsor wa - sensazione
འདུ་ཤེ་
dü sce – discernimento o distinguente
སེམས་པ་
sem pa - intenzione
ཡིད་ལ་བྱེད་པ་
yi la gé pa – attenzione
5 fattori mentali che accertano l'oggetto: questi
fattori, quando presenti, rendono la percezione dell'oggetto più chiara.
འདུན་པ་
dün pa - aspirazione
མོས་པ་
mö pa - fermo apprendimento
དྲན་པ་
dren pa – ricordo consapevole
ཏིང་ངེས་འཛིན་
ting nghé dzin - concentrazione
ཤེས་རབ་
shérab – consapevolezza discernente
11 fattori mentali benefici: questi fattori generano
uno stato di benessere e pace.
དད་པ་
dé pa - fede
ངོ་ཚ
ngo tsa - autostima
ཁྲེལ་ཡོད་
trel yö – considerazione per gli altri
མ་ཆགས་
ma ciak – non attaccamento
ཞེ་སྡང་མེད་པ་
scé dang mé pa – non-odio
གཏི་མུག་མེད་
ti muk mé – non-ignoranza
བརྩོན་འགྲུས་
tsön drü – sforzo gioioso
ཤིན་སྦྱངས་
scin giang - flessibilità
བག་ཡོད་
bak yö - coscienziosità
བཏང་སྙོམས་
tang gniom - equanimità
རྣམ་པར་མི་འཚེ་བ་
nampar mi tsewa – non-crudeltà
6 Fattori Mentali Radice Affliggenti (nyon mongs
rtsa ba drug): Questi sono considerati fattori negativi che portano a stati
di sofferenza e malessere.
འདོད་ཆགས་
dö ciak – attaccamento desideroso
ཁོང་ཁྲོ་
khong tro - collera
ང་རྒྱལ་
nga ghial - arroganza
མ་རིག་པ་
ma rik pa - ignoranza
ཐེ་ཚོམ་
té tsom – indecisione vacillante
ལྟ་བ་ཉོན་མོངས་ཅན་
tawa gniön mong cen – visioni erronee
20 Fattori Mentali Affliggenti Secondari (nye nyon
nyishu): Fattori negativi di minore importanza rispetto alle radici,
ma che derivano anch'essi da quelli.
ཁྲོ་བ་
trowa - dispetto
ཁོན་འཛིན་
khön dzin - risentimento
འཆབ་པ་
ciap pa - occultamento di comportamento scorretto
འཚིག་པ་
tsik pa - aggressione
ཕྲག་དོག་
trak dok - invidia
སེར་སྣ་
ser na - avarizia
སྒྱུ་
ghiu - pretesa
གཡོ་
yo - dissimulazione
རྒྱགས་
ghiak - auto-soddisfazione
རྣམ་པར་འཚེ་བ་
nam par tsewa - crudeltà
ངོ་ཚ་མེད་པ་
ngo tsa mé pa – mancanza di autostima
ཁྲེལ་མེད་
trel mé – mancanza di considerazione per gli altri
རྨུགས་པ་
muk pa – annebbiamento mentale
རྒོད་པ་
gö pa - eccitazione
མ་དད་པ་
ma dé pa - non-fede
ལེ་ལོ
lé lo - pigrizia
བག་མེད་
bak mé – non-consapevolezza
བརྗེད་ངེས་
gé nghé – dimenticanza erronea
ཤེས་བཞིན་མིན་པ་
scé scin ma yin pa – non-vigilanza
4 Fattori Mentali Variabili: questi fattori non sono né positivi né negativi per natura. La loro
influenza dipende dai fattori con cui si presentano: diventano positivi se
accompagnati da fattori positivi, e negativi se accompagnati da fattori
negativi.
གཉིད་
gnyi - sonno
འགྱོད་པ་
ghiö pa - rammarico
རྟོག་པ་
tog pa – esame generale
Qual è l'importanza di conoscere la propria mente e i
fattori mentali?
Conoscere la propria mente e i suoi meccanismi, inclusi i
fattori mentali, è considerato fondamentale. Tutti gli stati positivi come la
pace, la gioia e il benessere (le qualità del Nirvana) e tutti gli stati
negativi come la sofferenza, i conflitti e il malessere (i difetti del Samsara)
derivano dalla mente. Comprendere come funziona la mente permette di
direzionarla in modo consapevole. La mente è uno strumento potente che può
generare sia benessere che sofferenza; quindi, chi ha discernimento dovrebbe sforzarsi
di conoscere i suoi "segreti" per utilizzarla in modo costruttivo.
Come sono interconnessi corpo, parola e mente?
Corpo, parola e mente sono strettamente interconnessi e
vanno sempre insieme. Esistono tre livelli di ciascuno: grossolano, sottile
e molto sottile. Il corpo grossolano (la parte visibile, gli organi, ecc.)
è connesso alla mente grossolana. Il corpo sottile (sistema nervoso, energie,
fluidi) è connesso alla mente sottile. Il corpo molto sottile (un'energia che
continua di vita in vita) è connesso alla mente molto sottile. La mente
grossolana dipende dal corpo grossolano (ad esempio, un problema fisico può influenzare
la mente grossolana), e viceversa, lo stato mentale può influenzare il corpo
(ad esempio, l'alimentazione può influire sulla mente). La parola grossolana
è la comunicazione verbale e scritta, la parola sottile sono le energie
emanate dai sentimenti e dai pensieri, e la parola molto sottile è
l'energia emanata dal corpo e dalla mente molto sottile. Per vivere in armonia,
è necessario prendersi cura di tutti e tre gli aspetti.
Che relazione c'è tra la realtà esterna e la realtà interna
(non dualità)?
Esiste una non dualità tra la realtà esterna e la realtà
interna. La realtà esterna (oggetti, interazioni) esiste, ma il modo in cui la
percepiamo dipende dai filtri della nostra mente. È come guardare il mondo
attraverso occhiali colorati: quello che vediamo è influenzato dal filtro. Allo
stesso tempo, la mente che percepisce non esiste indipendentemente dall'oggetto
della percezione. Non si tratta di un'illusione totale dove esiste solo la
mente, ma di un'interdipendenza: quello che percepiamo esiste, ma non esiste in
modo indipendente da come lo percepiamo attraverso i nostri filtri mentali.
Questa divisione tra realtà interna ed esterna è in parte una creazione della
nostra "ignoranza". La mente non è un'entità separata staccata da
tutto il resto, ma è connessa al mondo in cui viviamo e alle interazioni che
abbiamo.
Come influenzano i diversi livelli di mente (grossolana,
sottile, molto sottile) l'uno sull'altro?
I tre livelli di mente (grossolana, sottile e molto sottile)
sono interconnessi e si influenzano a vicenda. La mente grossolana è la parte
cosciente e attiva, che percepisce attraverso i sensi e ricorda il passato e
proietta il futuro. La mente sottile, paragonabile all'inconscio, contiene
emozioni, abitudini e predisposizioni non manifestate. La mente molto sottile
porta le "impronte" o "semi" delle nostre abitudini e
azioni profonde, che continuano di vita in vita. Quello che si manifesta nella
mente grossolana è un riflesso di ciò che si trova nei livelli sottili e molto
sottili. Allo stesso tempo, le azioni e le esperienze a livello grossolano
(pensieri, emozioni, scelte) vanno a modellare e trasformare gradualmente le
impronte nei livelli sottili e molto sottili. È un ciclo di influenza
reciproca. Riuscire a sentire e accogliere ciò che si manifesta dal profondo a
livello grossolano, senza rinforzare le abitudini negative con azioni o
dialoghi interni, è una chiave per indebolire quelle impronte profonde.
Libro. Lorig - Conoscere la mente

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