Indice

sabato 28 dicembre 2024

Comprendere le persone che ci circondano


Comprendere le persone che ci circondano, soprattutto quando adottano comportamenti difficili o incomprensibili, è una sfida tanto delicata quanto fondamentale. Ogni gesto, ogni reazione che osserviamo, non è mai un evento isolato, ma il prodotto di una complessa interazione tra esperienze passate, emozioni e necessità di protezione. La vera chiave per decifrare il comportamento umano è andare oltre l’apparenza, oltre la “corazza” che spesso viene mostrata al mondo, per scorgere la vulnerabilità e le paure che si nascondono dietro.

Le persone tendono a filtrare ciò che accade attraverso la lente del proprio vissuto. Questa percezione, mai neutrale, è influenzata da traumi, credenze, personalità, ma anche da insicurezze e rigidità. È per questo che lo stesso messaggio può essere interpretato in modi radicalmente diversi da persone diverse. Il nostro modo di comunicare, spesso inconsapevolmente, viene caricato di aspettative e presupposti che si infrangono contro i filtri dell’interlocutore, generando incomprensioni. In fondo, ognuno ascolta non solo con le orecchie, ma anche con il proprio passato, con le ferite che ha subito, con le esperienze che lo hanno plasmato.

Un comportamento che ci appare incomprensibile, irritante o persino ostile, spesso è il risultato di un meccanismo di difesa. La rabbia, la chiusura, la manipolazione o l’aggressività non sono altro che risposte a paure profonde: la paura di essere giudicati, rifiutati, invalidati. Dietro ogni reazione disfunzionale si cela un bisogno: quello di sentirsi al sicuro, protetti, accettati. Questo aspetto diventa particolarmente evidente nelle relazioni, dove la paura del rifiuto o del fallimento porta molte persone a erigere barriere o a indossare maschere protettive.

Riconoscere questi schemi di protezione non è sempre facile, ma è essenziale per avvicinarsi davvero a qualcuno. Non dobbiamo lasciarci spaventare dalla corazza, dal guscio che incontriamo, perché reagire con paura alimenta un circolo vizioso. Quando la nostra paura si scontra con quella dell’altro, creiamo un muro ancora più alto, rendendo impossibile il dialogo e ogni forma di comprensione reciproca. Al contrario, scegliere di rispondere con amore, compassione e calma può spezzare questa spirale, creando un terreno sicuro in cui l’altro si senta libero di abbassare le proprie difese.

La capacità di capire le persone non si sviluppa solo attraverso l’intuizione, ma richiede consapevolezza e pratica. È necessario allenarsi a porsi le domande giuste.
Che cosa ha portato questa persona a comportarsi in questo modo?
Da quali esperienze, forse dolorose, ha origine questa reazione?
Quali paure stanno guidando le sue azioni?
E soprattutto, come questo comportamento le consente di sentirsi più al sicuro o più in controllo?

Queste riflessioni ci permettono di andare oltre il giudizio immediato, di vedere la persona dietro il comportamento, di accedere a quella parte autentica, spesso nascosta, che cerca solo comprensione e accettazione.

Un altro aspetto importante è la distinzione tra la persona e i suoi schemi comportamentali. Le azioni di una persona non sono mai il suo intero essere, ma rappresentano piuttosto strategie di protezione messe in atto per far fronte alle difficoltà. Un comportamento negativo non definisce chi siamo, così come una corazza non è il corpo che protegge. Spesso, dietro la corazza più dura si nasconde una polpa tenera, fatta di vulnerabilità e bisogni autentici. Per entrare in contatto con questa parte più vera, dobbiamo sospendere il giudizio e abbracciare un approccio empatico, che riconosca il valore intrinseco dell’altro indipendentemente dai suoi gesti.

Le esperienze infantili giocano un ruolo centrale nella formazione degli schemi comportamentali. È in tenera età che impariamo, spesso inconsapevolmente, a reagire al mondo che ci circonda. Se un bambino cresce in un ambiente dove si sente costantemente giudicato, soffocato, o minacciato, può sviluppare strategie di sopravvivenza che lo accompagnano per tutta la vita. Queste strategie, utili in un contesto di necessità, diventano però disfunzionali in età adulta, rendendo difficili le relazioni e la comunicazione.

Per comprendere e aiutare gli altri, è necessario adottare uno sguardo amorevole e compassionevole, capace di vedere oltre i comportamenti disfunzionali. Dobbiamo ricordare che ogni persona è molto più delle sue reazioni. Accettare questa verità ci permette di avvicinarci agli altri con una maggiore apertura, costruendo legami più autentici e significativi.

Ispirato da Marco Pratesi 

Nessun commento:

Posta un commento