Il concetto dei tre tipi di "affari" di Byron
Katie è una delle sue idee chiave per aiutare le persone a ritrovare serenità e
chiarezza nella loro vita quotidiana. Questo principio aiuta a comprendere
meglio il ruolo che ciascuno gioca nelle proprie esperienze emotive,
permettendo di distinguere tra ciò che si può controllare e ciò che invece è
fuori dalla propria portata. Spesso, infatti, il disagio e la sofferenza
derivano dall'invadenza negli affari altrui o dal tentativo di cambiare elementi
della realtà che sono completamente al di fuori della nostra sfera d'influenza.
Imparare a riconoscere e rispettare questi confini può portare a un senso di
maggiore libertà interiore e benessere psicologico. Con questa distinzione
chiara, possiamo finalmente focalizzarci su ciò che conta davvero: la nostra
crescita personale e il modo in cui scegliamo di rispondere alla vita.
📌 Riassunto del
concetto
Katie distingue tre tipi di affari:
- Gli affari di Dio – tutto
ciò che è fuori dal nostro controllo (la natura, la morte, il tempo
atmosferico, il destino degli altri, ecc.).
- Gli affari degli altri – ciò
che gli altri pensano, dicono o fanno, le loro scelte e azioni.
- I propri affari – le
proprie scelte, emozioni, azioni e pensieri.
Quando ci occupiamo degli affari di Dio o degli
altri, proviamo stress, frustrazione e impotenza, perché cerchiamo di
controllare ciò che non è in nostro potere. La chiave della pace interiore è
restare nei propri affari, ossia occuparsi di ciò che si può realmente
cambiare: noi stessi.
🌿 Esempi
concreti per comprendere meglio
🔹 1. Gli affari
di Dio (la realtà, il destino, ciò che non possiamo controllare)
🔹 Come riconoscere che si sta entrando negli affari di Dio?
- Quando ci si arrabbia per qualcosa che è già accaduto o che non
si può cambiare.
- Quando si pensa "Non dovrebbe essere così!" riguardo
a qualcosa che è fuori dal nostro potere.
🔹 Come tornare ai propri affari?
- Accettando la realtà per quello che è.
- Focalizzandosi su ciò che si può cambiare (ad es. trovare
un’alternativa per godersi comunque la giornata).
🔹 2. Gli affari
degli altri (Come dovrebbero comportarsi gli altri)
🔹 Come riconoscere che ci si sta occupando degli affari degli altri?
- Quando si ha la pretesa di sapere cosa è meglio per qualcun altro.
- Quando si pensa spesso a come dovrebbero comportarsi gli altri.
🔹 Come tornare ai propri affari?
- Chiedendosi: "Come voglio comportarmi io in questa
situazione?"
- Lasciando andare il bisogno di controllare gli altri e accettandoli
così come sono.
🔹 3. I propri
affari (Cosa è giusto per me?)
🔹 Come riconoscere che si è nei propri affari?
- Quando ci si concentra su come vogliamo vivere la nostra vita,
senza preoccuparsi delle aspettative altrui.
- Quando si agisce in base ai propri valori, senza dipendere
dall’approvazione esterna.
🔹 Come restare nei propri affari?
- Chiedendosi: "Cos’è giusto per me in questo momento?"
- Praticando la consapevolezza e tornando al presente.
Gli affari di Dio: il mistero della realtà che non possiamo controllare
Ci sono eventi nella vita che sfuggono
completamente al nostro controllo. Il tempo atmosferico, le malattie, le scelte
altrui, il corso della natura, la morte… Questi elementi fanno parte di ciò che
Byron Katie chiama gli affari di Dio. Sono eventi che accadono perché
devono accadere, indipendentemente dalla nostra volontà.
Eppure, quante volte ci ritroviamo a combattere
con questa realtà? "Non doveva succedere." "Non è
giusto!" "Le cose dovevano andare diversamente."
Ogni volta che ci opponiamo a ciò che è, proviamo
stress, rabbia, frustrazione, impotenza. Perché? Perché stiamo cercando di
resistere all’ineluttabile, come se gridare al vento potesse fermarlo.
Immagina di aver organizzato un picnic all'aperto con amici,
ma improvvisamente inizia a piovere. Ti arrabbi, ti frustri, magari inizi a
maledire il meteo o a lamentarti di quanto sia ingiusto. Ma il tempo
atmosferico non è sotto il tuo controllo: fa parte degli "affari di
Dio". Invece di lasciarti sopraffare dalla frustrazione, puoi scegliere di
accettare la situazione e adattarti, spostando il picnic in un luogo coperto o
trasformandolo in un pranzo a casa.
🔹 L’illusione
del controllo
Molti di noi passano la vita a tentare di
controllare ciò che non può essere controllato. Facciamo progetti dettagliati,
speriamo che le cose vadano come vogliamo, e quando la realtà prende una
direzione diversa, soffriamo.
Immagina una persona che organizza il suo
matrimonio all’aperto, con mesi di preparativi per rendere tutto perfetto. Poi,
il giorno delle nozze, inizia a piovere. Se questa persona rimane attaccata
all’idea che "non doveva piovere", rovinerà la sua giornata.
La pioggia è un affare di Dio, e lottare contro di essa non fa altro che
generare frustrazione.
La verità è che non abbiamo il controllo su molte
cose, e quando lo accettiamo, iniziamo a vivere con più leggerezza.
🔹 Il segnale
che stai vivendo negli affari di Dio
- Ti ritrovi spesso a pensare "Non dovrebbe essere così".
- Ti arrabbi per situazioni che non puoi cambiare (il traffico, una
malattia, un evento passato).
- Rimugini su ingiustizie, cercando di capire perché qualcosa è
accaduto.
- Ti senti impotente perché il mondo non segue le tue aspettative.
Ogni volta che lotti contro la realtà, sei
entrato negli affari di Dio.
🔹 Accettare non
significa rassegnarsi
Accettare gli affari di Dio non significa subire
passivamente la vita, ma smettere di lottare contro ciò che è già accaduto.
Significa dire: "Ok, è andata così. Ora, cosa posso fare con quello che
ho?"
Se perdi il lavoro, puoi passare mesi a ripeterti
che non era giusto e a rimuginare sull’ingiustizia subita. Ma questo ti renderà
solo più triste e bloccato. Oppure puoi accettare la situazione e chiederti: "Qual
è il mio prossimo passo?"
La differenza tra sofferenza e serenità sta qui: resistere
alla realtà o accoglierla e trovare una nuova via.
🔹 La chiave:
fidarsi della vita
Quando smetti di opporti agli eventi e impari a fluire con
la vita, ti accorgi che, anche nelle situazioni più difficili, c'è sempre
un'opportunità nascosta. Ciò che sembra una perdita può diventare una lezione
preziosa, ciò che appare come una sconfitta può rivelarsi una svolta
fondamentale. La fiducia nella vita non è una resa passiva, ma un atto di
saggezza. Non significa smettere di agire, ma scegliere di agire con
consapevolezza, senza lasciarsi consumare da ciò che non possiamo cambiare.
💡 Domanda chiave: "E se tutto stesse accadendo esattamente
come dovrebbe?"
Quando lasci andare la lotta contro la realtà, scopri una libertà profonda. Scopriamo che la realtà è spesso più saggia di quanto immaginiamo.
Gli affari degli altri: il peso di voler controllare chi non siamo
Uno dei motivi principali per cui soffriamo nelle
relazioni è il desiderio, spesso inconsapevole, di voler cambiare gli altri.
Pensiamo di sapere cosa dovrebbero fare, come dovrebbero comportarsi, cosa
dovrebbero pensare. "Mio marito dovrebbe essere più attento." "Mia
madre dovrebbe smettere di preoccuparsi per ogni cosa." "Il
mio capo dovrebbe riconoscere il mio lavoro."
Tutte queste frasi hanno qualcosa in comune:
mettono la nostra attenzione fuori da noi stessi, in un territorio che non
possiamo controllare. Entrare negli affari degli altri significa voler
dirigere la loro vita, credendo di sapere cosa è meglio per loro. Ma la verità
è che gli altri sono esattamente come sono, e il nostro continuo desiderio di
cambiarli porta solo a stress e frustrazione.
Supponiamo che tuo fratello abbia un’abitudine che non
sopporti, come arrivare sempre in ritardo. Ogni volta che organizzate qualcosa,
ti ritrovi ad aspettarlo, irritato e frustrato. Se ti concentri su questo, sei
nei suoi affari, non nei tuoi. Invece, potresti accettare il suo comportamento
e decidere una strategia per proteggere il tuo tempo, come stabilire un limite
di attesa oltre il quale procedi senza di lui.
🔹 Il paradosso
del controllo: più lo cerchi, più soffri
Pensa a quando hai cercato di convincere qualcuno
a cambiare: un partner che vorresti più presente, un amico che prende sempre
decisioni sbagliate, un collega che lavora in modo inefficiente. Probabilmente
hai notato che, per quanto ti sforzi, gli altri fanno comunque quello che
vogliono o sono in grado di fare. Magari fanno finta di ascoltarti, ma dentro di loro resistono.
Più cerchi di controllare gli altri, più alimenti
la tua frustrazione. Questo accade perché, in fondo, non hai alcun potere e diritto su
ciò che fanno. Nessuno cambia perché qualcuno gli dice di farlo. Le persone
cambiano solo quando sono pronte, quando sentono che è il momento giusto per
loro.
🔹 Come
riconoscere quando sei negli affari degli altri
A volte non ci accorgiamo nemmeno di essere
invischiati nelle vite altrui. Ecco alcuni segnali:
- Ti senti spesso frustrato perché gli altri non fanno ciò che ritieni
giusto.
- Passi molto tempo a rimuginare sulle azioni degli altri e su come
dovrebbero cambiare.
- Ti senti in dovere di dare consigli, anche quando non ti vengono
chiesti.
- Ti arrabbi perché qualcuno non si comporta come vorresti.
Ad esempio, se pensi continuamente "Mia
sorella dovrebbe prendersi più cura di sé" e provi rabbia perché non
lo fa, la verità è che stai vivendo negli affari di tua sorella. Puoi parlarle,
incoraggiarla, ma non puoi costringerla a cambiare. Il suo benessere è suo
affare, non tuo.
🔹 Il sollievo
di lasciare andare
Quando capisci che non puoi controllare gli
altri, inizi a liberarti. Invece di sprecare energia a cercare di cambiare
qualcuno, puoi riportare l’attenzione su di te.
💡 Domanda chiave: "Come voglio comportarmi io in questa
situazione?"
Se un collega ti critica spesso o non approva il tuo modo di
lavorare, potresti passare il tempo a rimuginare su
come fargli cambiare idea. Ma il suo giudizio appartiene ai suoi affari, non ai
tuoi. La tua energia sarebbe meglio investita nel fare il tuo lavoro al meglio,
senza farti condizionare dal bisogno di approvazione.
Quando lasci andare il controllo sugli altri,
succede qualcosa di sorprendente: i tuoi rapporti migliorano. La gente si sente
più libera con te, meno giudicata. E tu ti senti più leggero, meno carico di
aspettative irrealistiche.
🔹 Esercizio
pratico: tornare ai propri affari
Se ti accorgi di essere negli affari di qualcun
altro, fermati un attimo e chiediti:
Rimettendo il focus su di te, scoprirai che hai
molto più potere di quanto pensavi: il potere di cambiare il tuo atteggiamento,
le tue scelte, il tuo modo di reagire. E questa è la vera libertà.
I propri affari: il ritorno a sé stessi e la libertà interiore
Quante volte ci preoccupiamo degli altri, di ciò
che pensano, di ciò che fanno, di ciò che dovrebbe o non dovrebbe accadere nel
mondo? Ci perdiamo nei "dovrebbe", nei giudizi, nelle
aspettative. Ma mentre la nostra mente è occupata altrove, chi si sta occupando
di noi?
Secondo Byron Katie, la vera serenità arriva
quando impariamo a restare nei nostri affari, ossia quando smettiamo di
preoccuparci di ciò che non possiamo controllare e riportiamo l’attenzione su
ciò che è davvero nelle nostre mani: i nostri pensieri, le nostre azioni, le
nostre scelte.
Ma cosa significa davvero "occuparsi dei
propri affari"?
🔹 Essere
responsabili della propria vita
Occuparsi dei propri affari significa assumersi la
responsabilità di sé stessi, smettendo di incolpare gli altri per la propria
felicità o infelicità. Significa riconoscere che il nostro benessere non
dipende da ciò che accade intorno a noi, ma da come scegliamo di rispondere a
ciò che accade. Quando ci assumiamo la piena responsabilità della nostra vita,
smettiamo di sentirci vittime e iniziamo a esercitare il nostro potere
personale.
Significa smettere di incolpare gli altri per la nostra felicità o infelicità e chiederci invece: "Cosa posso fare io per stare bene, indipendentemente dalle circostanze esterne?"
👉 Qui Anna è negli affari degli altri: si focalizza su come dovrebbe
comportarsi il suo compagno, invece di guardare dentro di sé.
Se tornasse nei suoi affari, si
chiederebbe: "Di cosa ho bisogno davvero? Cosa posso fare io per
prendermi cura delle mie emozioni?" Magari capirà che ha bisogno di
esprimere i suoi sentimenti, di comunicare in modo chiaro, o forse di prendersi
più amore da sola, senza aspettare che arrivi dall’esterno.
La differenza è sottile ma essenziale: non
dipendere dagli altri per il proprio benessere, ma scegliere attivamente come
vivere.
🔹 Ascoltarsi
senza paura
Molte persone evitano di occuparsi di sé stesse
perché significa affrontare domande scomode:
- Cosa voglio davvero?
- Questa relazione è ancora giusta per me?
- Sto vivendo la vita che desidero o quella che gli altri si aspettano
da me?
Spesso, impegnarsi negli affari degli altri è un
modo per non guardarsi dentro. È più facile criticare il comportamento di un
amico piuttosto che ammettere di non essere soddisfatti della propria vita. È
più rassicurante lamentarsi del partner piuttosto che prendere decisioni
difficili.
👉 Ma la verità è che solo quando iniziamo ad ascoltarci davvero troviamo il
coraggio di vivere in modo autentico.
🔹 La sottile
differenza tra occuparsi di sé e l’egoismo
A volte temiamo che prenderci cura di noi stessi
significhi essere egoisti. Ma Byron Katie fa una distinzione chiara:
- Occuparsi dei propri affari =
ascoltarsi, rispettarsi, fare scelte consapevoli che portano benessere a
sé e agli altri.
- Essere egoisti = fare
scelte che danneggiano gli altri per il proprio tornaconto personale.
L’egoismo sarebbe invece approfittarsi degli
altri o agire senza rispetto. Ma quando impariamo a prenderci cura di noi con
amore, diventiamo automaticamente più presenti e autentici con gli altri.
Prendersi cura di sé stessi non è egoismo, è consapevolezza.
Essere consapevoli di ciò di cui abbiamo bisogno ci rende più presenti e
autentici con gli altri. Quando ci dedichiamo a noi stessi con amore e
rispetto, impariamo a stabilire confini sani, a dire di no quando necessario e
a non sacrificare il nostro benessere per il compiacimento altrui. È solo
quando siamo in equilibrio che possiamo davvero essere di supporto agli altri
senza esaurirci.
👉 Se siamo felici e in equilibrio, possiamo offrire il meglio di noi.
🔹 Come rimanere
nei propri affari: domande per tornare a sé stessi
Ogni volta che ci sentiamo persi, frustrati o
sopraffatti, possiamo fermarci e chiederci:
🔹 Di quali affari mi sto occupando? → Sto cercando di cambiare
qualcosa che non dipende da me?
🔹 Cos’è giusto per me in questo momento? → Cosa posso fare per il mio
benessere, senza aspettare che siano gli altri a cambiare?
🔹 Come posso prendermi cura di me stesso oggi? → Quali piccoli gesti
posso fare per stare meglio?
Queste domande ci aiutano a riportare
l’attenzione su di noi, a riconoscere i nostri bisogni e a vivere con più
autenticità e serenità.
🔹 Conclusione:
il potere di tornare a casa
Occuparsi di sé stessi non significa ignorare gli
altri, ma smettere di aspettare che il mondo esterno si adatti ai nostri
desideri per poter stare bene. Significa prendere in mano la propria vita con
consapevolezza e amore. E quando impariamo a farlo, scopriamo una cosa
meravigliosa: quando ci occupiamo di noi in modo sano, tutto intorno a noi
cambia. Le relazioni migliorano, lo stress si riduce e la vita diventa più
leggera.
Perché alla fine, l’unico vero potere che abbiamo
è su di noi.

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