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martedì 11 marzo 2025

Vivere nei propri affari: la chiave per la serenità secondo Byron Katie

 

Il concetto dei tre tipi di "affari" di Byron Katie è una delle sue idee chiave per aiutare le persone a ritrovare serenità e chiarezza nella loro vita quotidiana. Questo principio aiuta a comprendere meglio il ruolo che ciascuno gioca nelle proprie esperienze emotive, permettendo di distinguere tra ciò che si può controllare e ciò che invece è fuori dalla propria portata. Spesso, infatti, il disagio e la sofferenza derivano dall'invadenza negli affari altrui o dal tentativo di cambiare elementi della realtà che sono completamente al di fuori della nostra sfera d'influenza. Imparare a riconoscere e rispettare questi confini può portare a un senso di maggiore libertà interiore e benessere psicologico. Con questa distinzione chiara, possiamo finalmente focalizzarci su ciò che conta davvero: la nostra crescita personale e il modo in cui scegliamo di rispondere alla vita.

📌 Riassunto del concetto

Katie distingue tre tipi di affari:

  1. Gli affari di Dio – tutto ciò che è fuori dal nostro controllo (la natura, la morte, il tempo atmosferico, il destino degli altri, ecc.).
  2. Gli affari degli altri – ciò che gli altri pensano, dicono o fanno, le loro scelte e azioni.
  3. I propri affari – le proprie scelte, emozioni, azioni e pensieri.

Quando ci occupiamo degli affari di Dio o degli altri, proviamo stress, frustrazione e impotenza, perché cerchiamo di controllare ciò che non è in nostro potere. La chiave della pace interiore è restare nei propri affari, ossia occuparsi di ciò che si può realmente cambiare: noi stessi.


🌿 Esempi concreti per comprendere meglio

🔹 1. Gli affari di Dio (la realtà, il destino, ciò che non possiamo controllare)

Esempio: Anna è arrabbiata perché piove nel giorno del suo matrimonio. Pensa: "Non è giusto, doveva esserci il sole!"
🔄 Conseguenza: Si stressa, si lamenta, si rovina la giornata.
Alternativa: Se accetta che il tempo è fuori dal suo controllo e si concentra su come vivere comunque al meglio quel giorno, proverà più serenità.

🔹 Come riconoscere che si sta entrando negli affari di Dio?

  • Quando ci si arrabbia per qualcosa che è già accaduto o che non si può cambiare.
  • Quando si pensa "Non dovrebbe essere così!" riguardo a qualcosa che è fuori dal nostro potere.

🔹 Come tornare ai propri affari?

  • Accettando la realtà per quello che è.
  • Focalizzandosi su ciò che si può cambiare (ad es. trovare un’alternativa per godersi comunque la giornata).

🔹 2. Gli affari degli altri (Come dovrebbero comportarsi gli altri)

Esempio: Marco pensa che suo fratello dovrebbe essere più riconoscente nei suoi confronti. È frustrato e pensa continuamente: "Dovrebbe ringraziarmi di più!"
🔄 Conseguenza: Prova rabbia, tensione e si sente vittima della situazione.
Alternativa: Se si concentra su ciò che può controllare (ad es. comunicare i suoi sentimenti in modo chiaro o accettare che il fratello sia com'è), sentirà meno frustrazione.

🔹 Come riconoscere che ci si sta occupando degli affari degli altri?

  • Quando si ha la pretesa di sapere cosa è meglio per qualcun altro.
  • Quando si pensa spesso a come dovrebbero comportarsi gli altri.

🔹 Come tornare ai propri affari?

  • Chiedendosi: "Come voglio comportarmi io in questa situazione?"
  • Lasciando andare il bisogno di controllare gli altri e accettandoli così come sono.

🔹 3. I propri affari (Cosa è giusto per me?)

Esempio: Francesca si accorge che passa molto tempo a preoccuparsi di ciò che gli altri pensano di lei. Ogni volta che pubblica qualcosa sui social, si chiede: "Piacerà agli altri?"
🔄 Conseguenza: Ansia, insicurezza, bisogno di approvazione.
Alternativa: Se invece si chiede: "Mi piace ciò che ho condiviso?", inizia a fare scelte basate sul proprio benessere, senza essere schiava del giudizio altrui.

🔹 Come riconoscere che si è nei propri affari?

  • Quando ci si concentra su come vogliamo vivere la nostra vita, senza preoccuparsi delle aspettative altrui.
  • Quando si agisce in base ai propri valori, senza dipendere dall’approvazione esterna.

🔹 Come restare nei propri affari?

  • Chiedendosi: "Cos’è giusto per me in questo momento?"
  • Praticando la consapevolezza e tornando al presente.

Gli affari di Dio: il mistero della realtà che non possiamo controllare

Ci sono eventi nella vita che sfuggono completamente al nostro controllo. Il tempo atmosferico, le malattie, le scelte altrui, il corso della natura, la morte… Questi elementi fanno parte di ciò che Byron Katie chiama gli affari di Dio. Sono eventi che accadono perché devono accadere, indipendentemente dalla nostra volontà.

Eppure, quante volte ci ritroviamo a combattere con questa realtà? "Non doveva succedere." "Non è giusto!" "Le cose dovevano andare diversamente."

Ogni volta che ci opponiamo a ciò che è, proviamo stress, rabbia, frustrazione, impotenza. Perché? Perché stiamo cercando di resistere all’ineluttabile, come se gridare al vento potesse fermarlo.

Immagina di aver organizzato un picnic all'aperto con amici, ma improvvisamente inizia a piovere. Ti arrabbi, ti frustri, magari inizi a maledire il meteo o a lamentarti di quanto sia ingiusto. Ma il tempo atmosferico non è sotto il tuo controllo: fa parte degli "affari di Dio". Invece di lasciarti sopraffare dalla frustrazione, puoi scegliere di accettare la situazione e adattarti, spostando il picnic in un luogo coperto o trasformandolo in un pranzo a casa.

🔹 L’illusione del controllo

Molti di noi passano la vita a tentare di controllare ciò che non può essere controllato. Facciamo progetti dettagliati, speriamo che le cose vadano come vogliamo, e quando la realtà prende una direzione diversa, soffriamo.
Immagina una persona che organizza il suo matrimonio all’aperto, con mesi di preparativi per rendere tutto perfetto. Poi, il giorno delle nozze, inizia a piovere. Se questa persona rimane attaccata all’idea che "non doveva piovere", rovinerà la sua giornata. La pioggia è un affare di Dio, e lottare contro di essa non fa altro che generare frustrazione.

La verità è che non abbiamo il controllo su molte cose, e quando lo accettiamo, iniziamo a vivere con più leggerezza.

🔹 Il segnale che stai vivendo negli affari di Dio

  • Ti ritrovi spesso a pensare "Non dovrebbe essere così".
  • Ti arrabbi per situazioni che non puoi cambiare (il traffico, una malattia, un evento passato).
  • Rimugini su ingiustizie, cercando di capire perché qualcosa è accaduto.
  • Ti senti impotente perché il mondo non segue le tue aspettative.

Ogni volta che lotti contro la realtà, sei entrato negli affari di Dio.

🔹 Accettare non significa rassegnarsi

Accettare gli affari di Dio non significa subire passivamente la vita, ma smettere di lottare contro ciò che è già accaduto. Significa dire: "Ok, è andata così. Ora, cosa posso fare con quello che ho?"

Se perdi il lavoro, puoi passare mesi a ripeterti che non era giusto e a rimuginare sull’ingiustizia subita. Ma questo ti renderà solo più triste e bloccato. Oppure puoi accettare la situazione e chiederti: "Qual è il mio prossimo passo?"

La differenza tra sofferenza e serenità sta qui: resistere alla realtà o accoglierla e trovare una nuova via.

🔹 La chiave: fidarsi della vita

Quando smetti di opporti agli eventi e impari a fluire con la vita, ti accorgi che, anche nelle situazioni più difficili, c'è sempre un'opportunità nascosta. Ciò che sembra una perdita può diventare una lezione preziosa, ciò che appare come una sconfitta può rivelarsi una svolta fondamentale. La fiducia nella vita non è una resa passiva, ma un atto di saggezza. Non significa smettere di agire, ma scegliere di agire con consapevolezza, senza lasciarsi consumare da ciò che non possiamo cambiare.

Forse la pioggia al tuo matrimonio rende quel giorno ancora più speciale e unico.
Forse la perdita del lavoro ti spinge verso un’opportunità che non avresti mai considerato.
Forse una delusione ti apre la porta a qualcosa di più grande.

💡 Domanda chiave: "E se tutto stesse accadendo esattamente come dovrebbe?"

Quando lasci andare la lotta contro la realtà, scopri una libertà profonda. Scopriamo che la realtà è spesso più saggia di quanto immaginiamo.

 Gli affari degli altri: il peso di voler controllare chi non siamo

Uno dei motivi principali per cui soffriamo nelle relazioni è il desiderio, spesso inconsapevole, di voler cambiare gli altri. Pensiamo di sapere cosa dovrebbero fare, come dovrebbero comportarsi, cosa dovrebbero pensare. "Mio marito dovrebbe essere più attento." "Mia madre dovrebbe smettere di preoccuparsi per ogni cosa." "Il mio capo dovrebbe riconoscere il mio lavoro."

Tutte queste frasi hanno qualcosa in comune: mettono la nostra attenzione fuori da noi stessi, in un territorio che non possiamo controllare. Entrare negli affari degli altri significa voler dirigere la loro vita, credendo di sapere cosa è meglio per loro. Ma la verità è che gli altri sono esattamente come sono, e il nostro continuo desiderio di cambiarli porta solo a stress e frustrazione.

Supponiamo che tuo fratello abbia un’abitudine che non sopporti, come arrivare sempre in ritardo. Ogni volta che organizzate qualcosa, ti ritrovi ad aspettarlo, irritato e frustrato. Se ti concentri su questo, sei nei suoi affari, non nei tuoi. Invece, potresti accettare il suo comportamento e decidere una strategia per proteggere il tuo tempo, come stabilire un limite di attesa oltre il quale procedi senza di lui.

🔹 Il paradosso del controllo: più lo cerchi, più soffri

Pensa a quando hai cercato di convincere qualcuno a cambiare: un partner che vorresti più presente, un amico che prende sempre decisioni sbagliate, un collega che lavora in modo inefficiente. Probabilmente hai notato che, per quanto ti sforzi, gli altri fanno comunque quello che vogliono o sono in grado di fare. Magari fanno finta di ascoltarti, ma dentro di loro resistono. 
Più cerchi di controllare gli altri, più alimenti la tua frustrazione. Questo accade perché, in fondo, non hai alcun potere e diritto su ciò che fanno. Nessuno cambia perché qualcuno gli dice di farlo. Le persone cambiano solo quando sono pronte, quando sentono che è il momento giusto per loro. Quando ci ostiniamo a voler gestire le loro decisioni, finiamo per sperimentare stress, risentimento e senso di impotenza. Riconoscere questo paradosso ci permette di liberarci da un'inutile lotta e di accettare gli altri per ciò che sono.

🔹 Come riconoscere quando sei negli affari degli altri

A volte non ci accorgiamo nemmeno di essere invischiati nelle vite altrui. Ecco alcuni segnali:

  • Ti senti spesso frustrato perché gli altri non fanno ciò che ritieni giusto.
  • Passi molto tempo a rimuginare sulle azioni degli altri e su come dovrebbero cambiare.
  • Ti senti in dovere di dare consigli, anche quando non ti vengono chiesti.
  • Ti arrabbi perché qualcuno non si comporta come vorresti.

Ad esempio, se pensi continuamente "Mia sorella dovrebbe prendersi più cura di sé" e provi rabbia perché non lo fa, la verità è che stai vivendo negli affari di tua sorella. Puoi parlarle, incoraggiarla, ma non puoi costringerla a cambiare. Il suo benessere è suo affare, non tuo.

🔹 Il sollievo di lasciare andare

Quando capisci che non puoi controllare gli altri, inizi a liberarti. Invece di sprecare energia a cercare di cambiare qualcuno, puoi riportare l’attenzione su di te. Questo cambiamento di prospettiva porta sollievo e permette di coltivare relazioni più genuine.

💡 Domanda chiave: "Come voglio comportarmi io in questa situazione?"

Se un collega ti critica spesso o non approva il tuo modo di lavorare, potresti passare il tempo a rimuginare su come fargli cambiare idea. Ma il suo giudizio appartiene ai suoi affari, non ai tuoi. La tua energia sarebbe meglio investita nel fare il tuo lavoro al meglio, senza farti condizionare dal bisogno di approvazione.

Quando lasci andare il controllo sugli altri, succede qualcosa di sorprendente: i tuoi rapporti migliorano. La gente si sente più libera con te, meno giudicata. E tu ti senti più leggero, meno carico di aspettative irrealistiche.

🔹 Esercizio pratico: tornare ai propri affari

Se ti accorgi di essere negli affari di qualcun altro, fermati un attimo e chiediti:

1️⃣ "Di chi sono gli affari a cui sto pensando adesso?"
2️⃣ "Posso davvero controllare questa situazione?"
3️⃣ "Se lasciassi andare questa aspettativa, come mi sentirei?"

Rimettendo il focus su di te, scoprirai che hai molto più potere di quanto pensavi: il potere di cambiare il tuo atteggiamento, le tue scelte, il tuo modo di reagire. E questa è la vera libertà. 

I propri affari: il ritorno a sé stessi e la libertà interiore

Quante volte ci preoccupiamo degli altri, di ciò che pensano, di ciò che fanno, di ciò che dovrebbe o non dovrebbe accadere nel mondo? Ci perdiamo nei "dovrebbe", nei giudizi, nelle aspettative. Ma mentre la nostra mente è occupata altrove, chi si sta occupando di noi?
Secondo Byron Katie, la vera serenità arriva quando impariamo a restare nei nostri affari, ossia quando smettiamo di preoccuparci di ciò che non possiamo controllare e riportiamo l’attenzione su ciò che è davvero nelle nostre mani: i nostri pensieri, le nostre azioni, le nostre scelte.

Ma cosa significa davvero "occuparsi dei propri affari"?

🔹 Essere responsabili della propria vita

Occuparsi dei propri affari significa assumersi la responsabilità di sé stessi, smettendo di incolpare gli altri per la propria felicità o infelicità. Significa riconoscere che il nostro benessere non dipende da ciò che accade intorno a noi, ma da come scegliamo di rispondere a ciò che accade. Quando ci assumiamo la piena responsabilità della nostra vita, smettiamo di sentirci vittime e iniziamo a esercitare il nostro potere personale.

Significa smettere di incolpare gli altri per la nostra felicità o infelicità e chiederci invece: "Cosa posso fare io per stare bene, indipendentemente dalle circostanze esterne?"

💡 Esempio:
Anna si lamenta spesso che il suo compagno non è abbastanza affettuoso. Si sente trascurata e infelice. Ogni giorno si chiede: "Perché non mi dà più attenzioni? Perché non mi ama come vorrei?"

👉 Qui Anna è negli affari degli altri: si focalizza su come dovrebbe comportarsi il suo compagno, invece di guardare dentro di sé.

Se tornasse nei suoi affari, si chiederebbe: "Di cosa ho bisogno davvero? Cosa posso fare io per prendermi cura delle mie emozioni?" Magari capirà che ha bisogno di esprimere i suoi sentimenti, di comunicare in modo chiaro, o forse di prendersi più amore da sola, senza aspettare che arrivi dall’esterno.

La differenza è sottile ma essenziale: non dipendere dagli altri per il proprio benessere, ma scegliere attivamente come vivere.

🔹 Ascoltarsi senza paura

Molte persone evitano di occuparsi di sé stesse perché significa affrontare domande scomode:

  • Cosa voglio davvero?
  • Questa relazione è ancora giusta per me?
  • Sto vivendo la vita che desidero o quella che gli altri si aspettano da me?

Spesso, impegnarsi negli affari degli altri è un modo per non guardarsi dentro. È più facile criticare il comportamento di un amico piuttosto che ammettere di non essere soddisfatti della propria vita. È più rassicurante lamentarsi del partner piuttosto che prendere decisioni difficili.

👉 Ma la verità è che solo quando iniziamo ad ascoltarci davvero troviamo il coraggio di vivere in modo autentico.

🔹
La sottile differenza tra occuparsi di sé e l’egoismo

A volte temiamo che prenderci cura di noi stessi significhi essere egoisti. Ma Byron Katie fa una distinzione chiara:

  • Occuparsi dei propri affari = ascoltarsi, rispettarsi, fare scelte consapevoli che portano benessere a sé e agli altri.
  • Essere egoisti = fare scelte che danneggiano gli altri per il proprio tornaconto personale.

💡 Esempio:
Marco sente di aver bisogno di più tempo per sé e decide di dire no a un invito di un amico. Questo non è egoismo, è consapevolezza di ciò di cui ha bisogno in quel momento.

L’egoismo sarebbe invece approfittarsi degli altri o agire senza rispetto. Ma quando impariamo a prenderci cura di noi con amore, diventiamo automaticamente più presenti e autentici con gli altri.

Prendersi cura di sé stessi non è egoismo, è consapevolezza. Essere consapevoli di ciò di cui abbiamo bisogno ci rende più presenti e autentici con gli altri. Quando ci dedichiamo a noi stessi con amore e rispetto, impariamo a stabilire confini sani, a dire di no quando necessario e a non sacrificare il nostro benessere per il compiacimento altrui. È solo quando siamo in equilibrio che possiamo davvero essere di supporto agli altri senza esaurirci.

👉 Se siamo felici e in equilibrio, possiamo offrire il meglio di noi.

🔹 Come rimanere nei propri affari: domande per tornare a sé stessi

Ogni volta che ci sentiamo persi, frustrati o sopraffatti, possiamo fermarci e chiederci:

🔹 Di quali affari mi sto occupando? → Sto cercando di cambiare qualcosa che non dipende da me?

🔹 Cos’è giusto per me in questo momento? → Cosa posso fare per il mio benessere, senza aspettare che siano gli altri a cambiare?

🔹 Come posso prendermi cura di me stesso oggi? → Quali piccoli gesti posso fare per stare meglio?

Queste domande ci aiutano a riportare l’attenzione su di noi, a riconoscere i nostri bisogni e a vivere con più autenticità e serenità.


🔹 Conclusione: il potere di tornare a casa

Occuparsi di sé stessi non significa ignorare gli altri, ma smettere di aspettare che il mondo esterno si adatti ai nostri desideri per poter stare bene. Significa prendere in mano la propria vita con consapevolezza e amore. E quando impariamo a farlo, scopriamo una cosa meravigliosa: quando ci occupiamo di noi in modo sano, tutto intorno a noi cambia. Le relazioni migliorano, lo stress si riduce e la vita diventa più leggera.
Perché alla fine, l’unico vero potere che abbiamo è su di noi. 

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