Viviamo in un mondo strutturato sulla misurabilità e l’efficienza, dove vengono premiate le prestazioni visibili e quantificabili: produttività, velocità, capacità di adattamento immediato. Questo crea una sorta di "modello standard di macchina", cioè il tipo di persona che meglio risponde alle richieste della società: sicura di sé, energica, socievole, pronta ad agire.
Chi rientra naturalmente in questo modello (come gli
estroversi o le persone meno emotive) affronta le situazioni con meno sforzo e
maggiore grinta. Per loro, la società è costruita con le loro caratteristiche
in mente.
Il problema nasce quando si pretende che tutte le macchine si comportino come quella standard. Ma ogni auto è progettata per un contesto diverso:
- Una
jeep è perfetta per la montagna, ma faticosa in città.
- Una
city car è agilissima in città, ma inutile su un terreno
accidentato.
- Un’auto
sportiva è veloce, ma consuma tantissimo.
- Un’auto
ecologica è efficiente, ma potrebbe non reggere lunghi viaggi senza
una ricarica.
Allo stesso modo, una persona introversa o emotiva consuma
più energia in certe situazioni rispetto a una persona più socievole e
sicura di sé.
- Un
introverso ad una festa brucia più energia mentale perché deve
gestire molti stimoli e interazioni che non sono il suo ambiente naturale.
- Una
persona emotiva in un contesto competitivo deve lottare di più per
mantenere il controllo rispetto a chi è più razionale e pragmatico.
Ecco il punto: il problema non è la macchina, ma la
richiesta di farla funzionare in un contesto per cui non è stata progettata.
Il rischio più grande è quando una persona emotiva o introversa si confronta costantemente con il modello standard e si percepisce come sbagliata.
- Se
la mia macchina consuma più benzina a parità di percorso, non significa
che valgo di meno. Significa solo che il mio sistema ha bisogno di più
energia in quel contesto.
- Se
continuo a giudicarmi in base alle prestazioni della "macchina
perfetta", finirò per paralizzarmi, sentendomi incapace e fuori
posto.
Soluzione: smettere di forzare la macchina e
scegliere le strade giuste
Invece di cercare di funzionare come una macchina che
non sono, la chiave è:
1. Accettare il mio consumo di energia
→ Sapere che alcune situazioni richiederanno più carburante, quindi dosare le
forze. Ad esempio, dopo una festa concedersi un momento di recupero senza sensi
di colpa.
2.
Scegliere i contesti giusti →
Un SUV in autostrada spreca energia inutilmente, ma in montagna è perfetto.
Allo stesso modo, trovare ambienti e dinamiche che valorizzano la mia personalità fa la differenza.
3. Smettere di confrontarsi con chi ha un motore diverso → Il mio valore non dipende da quanto assomiglio alla macchina più efficiente nel sistema attuale, ma da quanto so usare le mie caratteristiche nel giusto contesto.
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