"Non c’è un ‘dovrei’. Ci si sente sento come ci si sente, e va bene così. Le emozioni sono valide e degne di esere ascoltate, soprettutto da noi stessi."
La svalutazione emotiva è un fenomeno psicologico per cui le
emozioni di una persona vengono invalidate, negate o considerate inappropriate.
Può manifestarsi in forme dirette ed esplicite, come quando qualcuno dice: "Non
dovresti sentirti così", oppure in modi più sottili, ad esempio con
frasi come: "Ma dai, non è un grosso problema".
Ma perché La svalutazione emotiva è un problema? Quando le
nostre emozioni vengono negate dagli altri, iniziamo a dubitare di noi stessi e
della legittimità di ciò che proviamo. Col tempo, questo può portarci a
sviluppare una scarsa fiducia nelle nostre sensazioni interiori, fino al punto
di sentirci sbagliati o esagerati per le nostre reazioni emotive. Questo
meccanismo può avere conseguenze importanti sulla nostra autostima e sul nostro
benessere emotivo, portandoci a reprimere i nostri sentimenti o a
interiorizzare l’idea che siano irrilevanti.
Perché è così dannosa:
1. CI FA DUBITARE DI NOI STESSI
Quando qualcuno ci dice costantemente che non dovremmo
provare ciò che proviamo, iniziamo a chiederci:
- “Forse
sto esagerando?”
- “Magari
ho torto a sentirmi così?”
- “Non
sono normale?”
Se sentiamo dire queste cose abbastanza volte, potremmo
smettere di fidarci delle nostre emozioni e perdere contatto con ciò che
proviamo davvero.
🔹 Esempio: Un
bambino cade e si fa male. Se il genitore gli dice "Non è niente, non
piangere", il bambino non solo proverà dolore fisico, ma si chiederà
anche se sia "sbagliato" sentire dolore. Crescendo, potrebbe imparare
a reprimere ciò che sente, diventando disconnesso dalle proprie emozioni.
2. CREA SENSO DI COLPA PER LE NOSTRE EMOZIONI
Quando qualcuno ci dice che “non dovremmo” provare qualcosa,
il messaggio implicito è che c’è qualcosa di sbagliato in noi per
sentirlo. Questo genera un forte senso di colpa e vergogna.
🔹 Esempio: Se
racconti a qualcuno di essere triste e ricevi in risposta “Ma dai, c’è chi
sta peggio”, potresti pensare:
"Forse sono egoista, forse non dovrei sentirmi così..."
Ma il dolore non è una competizione! Non smetti di avere fame solo perché
qualcuno, da qualche parte, sta morendo di fame.
3. CI RENDE EMOTIVAMENTE SOLI
Se ogni volta che esprimiamo un’emozione qualcuno la
minimizza o la nega, impariamo che non possiamo condividerla con gli altri.
Ciò porta a:
- Chiuderci
in noi stessi
- Reprimere
ciò che proviamo
- Sentirci
incompresi e isolati
🔹 Esempio: Se in
una relazione il partner risponde sempre con “Non capisco perché te la
prendi”, la persona invalidata smetterà di esprimere ciò che prova, creando
distanza emotiva e frustrazione.
4. COMPROMETTE LA NOSTRA INTELLIGENZA EMOTIVA
Se da piccoli veniamo invalidati continuamente, potremmo
crescere senza sapere come riconoscere, comprendere e gestire le nostre
emozioni. Questo ci rende più vulnerabili a:
- Relazioni
tossiche
- Ansia
e depressione
- Difficoltà
a prendere decisioni basate sulle nostre reali necessità
🔹 Esempio: Una
persona che da bambina ha sempre sentito "Non c’è motivo di
arrabbiarsi", da adulta potrebbe avere difficoltà a riconoscere quando
è giusto porre limiti o difendere i propri diritti.
5. NON PERMETTE LA GUARIGIONE EMOTIVA
Le emozioni, per essere elaborate e superate, hanno bisogno
di essere accolte. Se invece vengono represse o negate, restano bloccate dentro
di noi, creando stress e frustrazione.
🔹 Esempio: Se una
persona che ha subito una perdita viene costantemente incoraggiata a
"essere forte" e "andare avanti", potrebbe non permettersi
di elaborare il lutto. Ma il dolore non ascoltato non sparisce: si accumula.
Esempi di invalidazione emotiva
La svalutazione emotiva può avvenire in qualsiasi contesto:
tra amici, in famiglia, nelle relazioni di coppia. Ecco alcuni esempi concreti.
🔹 Tra amici:
Scenario: "Sono davvero deluso, avevo messo tanto impegno in
quel progetto, ma non è andata come speravo."
❌
Risposta invalidante: "Dai, non fare così! C’è di peggio nella
vita."
✅
Risposta valida: "Capisco, ci tenevi molto. Deve essere
frustrante, vuoi parlarne?"
🔹 In famiglia:
Scenario: Bambino: "Sono triste perché il mio amico non ha
voluto giocare con me."
❌
Risposta invalidante: "Ma dai, non è niente! Gioca con qualcun
altro."
✅
Risposta valida: "Capisco che ti faccia sentire triste. Ti va di
raccontarmi meglio?"
🔹 In coppia:
Scenario: "Mi sono sentito ignorato quando hai guardato il
telefono mentre parlavo."
❌
Risposta invalidante: "Ma stai esagerando! Non è successo
niente."
✅
Risposta valida: "Mi dispiace, non volevo farti sentire così.
Dimmi di più, voglio capire."
Perché le persone invalidano le emozioni altrui?
Spesso chi invalida le emozioni non lo fa con cattiveria, ma
per vari motivi, tra cui:
🔹 Difficoltà a gestire
le emozioni altrui: affrontare il disagio emotivo degli altri può essere
complicato, soprattutto quando non si è abituati a gestire la propria
emotività. Dire "non dovresti sentirti così" può sembrare una
scorciatoia per evitare il peso di ascoltare e accogliere un’emozione che
potrebbe risultare scomoda o difficile da comprendere.
🔹 Modelli educativi
ricevuti: chi è cresciuto in un ambiente dove le emozioni venivano
invalidate (ad esempio sentendosi dire "smettila di piangere"
da bambino) tende a ripetere lo stesso schema da adulto. Se un bambino impara
che le emozioni non sono importanti o sono addirittura sbagliate, da grande
potrebbe trovare difficile legittimare i sentimenti propri e altrui, ricorrendo
inconsciamente alle stesse risposte ricevute in passato.
🔹 Tentativo di
aiutare: a volte, chi invalida lo fa con buone intenzioni, credendo di
offrire una prospettiva più ottimistica o cercando di "risolvere"
il problema. Tuttavia, minimizzare ciò che una persona prova non è di alcun
aiuto, anzi, può farla sentire ancora più sola e incompresa. L’empatia è spesso
più utile di una soluzione immediata.
🔹 Evitare la
responsabilità emotiva: accettare l’emozione dell’altro significa doverla
gestire, e non tutti sono disposti a farlo. Accogliere il dolore, la tristezza
o la frustrazione di qualcuno può essere impegnativo, richiedere tempo e, in
alcuni casi, mettere a confronto le proprie insicurezze. Negare il problema
diventa quindi una via più comoda per sottrarsi a questo compito, spesso in
modo inconsapevole.
🔹 Mancanza di
consapevolezza emotiva: non tutti hanno sviluppato una forte intelligenza
emotiva, ovvero la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le emozioni
proprie e altrui. Chi ha difficoltà in questo ambito potrebbe invalidare gli
altri semplicemente perché non sa come affrontare certe situazioni emotive e
non si rende conto dell’effetto che le proprie parole possono avere.
Come rispondere a chi invalida le nostre emozioni
Affrontare l’invalidazione emotiva può essere difficile, ma
esistono strategie efficaci per far valere le proprie emozioni senza conflitti
inutili. È importante rispondere con consapevolezza, evitando di cadere nella
trappola della frustrazione e imparando a comunicare in modo assertivo. Ecco
alcune strategie utili:
🔹 Opzione 1: Lo
specchio (mettere la persona di fronte alla sua invalidazione)
👉
"Capisco che per te possa sembrare una cosa da poco, ma per me ha un
impatto."
Questa tecnica permette di far riflettere l’interlocutore sulle sue parole
senza creare scontri diretti. L’obiettivo non è attaccare, ma far comprendere
che il nostro stato emotivo è legittimo e merita attenzione.
🔹 Opzione 2:
Affermazione chiara e ferma
👉
"Non esiste un ‘dovrei’ nelle emozioni. Questa è la mia esperienza e ho
il diritto di provarla."
Le emozioni non si discutono: esistono e basta. Affermare il proprio diritto a
sentirsi in un certo modo aiuta a costruire sicurezza in sé stessi e a far
rispettare il proprio spazio emotivo.
🔹 Opzione 3:
Educazione gentile
👉
"Capisco che tu voglia aiutarmi, ma minimizzare ciò che sento non è
d’aiuto. Ho bisogno che tu mi ascolti senza giudicare."
Spesso chi invalida le emozioni lo fa senza rendersene conto, credendo di
essere d’aiuto. Usare un tono gentile ma deciso aiuta a trasformare il dialogo
in una conversazione costruttiva.
🔹 Opzione 4: Ironia
leggera (per chi regge il gioco)
👉
"Ah, wow, non sapevo che esistesse un manuale su come dovrei sentirmi!
Dove posso comprarlo?"
L'ironia può essere un ottimo modo per disinnescare situazioni tese, a patto
che l’interlocutore abbia abbastanza autoironia per comprenderne il senso senza
offendersi.
🔹 Opzione 5: Il
silenzio consapevole
A volte, il modo migliore per rispondere è non rispondere affatto. Uno sguardo
significativo, un sorriso accennato che comunica "ho capito il tuo
gioco", e si passa oltre. Il silenzio, se usato con consapevolezza,
può trasmettere un messaggio chiaro senza bisogno di parole.
🔹 Opzione 6:
Riformulazione empatica
👉
"Forse non ti rendi conto, ma quando dici così mi fai sentire
incompreso. Mi piacerebbe che provassi a metterti nei miei panni."
Questa tecnica aiuta l’interlocutore a sviluppare maggiore empatia e a
comprendere l’impatto delle sue parole, favorendo una comunicazione più
rispettosa e aperta.
E se siamo noi ad invalidare gli altri?
Capita a tutti! Nessuno è immune dall’invalidare
involontariamente le emozioni altrui, soprattutto se non si è abituati a
comunicare in modo empatico. L’importante è esserne consapevoli, riconoscere
quando succede e fare uno sforzo per correggersi. Ogni volta che ci accorgiamo
di aver sminuito i sentimenti di qualcuno, possiamo trasformare la nostra
reazione in un’opportunità di crescita e miglioramento nelle relazioni. Ecco
alcuni modi per passare dall’invalidazione all’accoglienza:
❌ "Ma dai, non fare
così"
✅
"Capisco, dimmi di più. Cosa ti ha fatto sentire in questo modo?"
❌ "Non è così grave,
vedrai che passa."
✅
"Mi rendo conto che per te è importante. Se vuoi, ne parliamo."
Se ci accorgiamo di aver invalidato qualcuno, possiamo
sempre rimediare. Anche un semplice riconoscimento può fare la differenza:
✅
"Scusa, non volevo sminuire quello che provi. Aiutami a capire meglio
come ti senti."
✅ "Ora che ci penso, mi
rendo conto che non ti ho ascoltato nel modo giusto. Ti va di spiegarmelo di
nuovo?"
Se vogliamo evitare di far sentire qualcuno svalutato emotivamente, dobbiamo imparare ad accogliere le sue emozioni senza giudicarle, minimizzarle o cercare di "aggiustarle" subito.
Ecco alcuni principi chiave per validare le emozioni altrui e far sentire l’altra persona compresa e supportata.
1. ASCOLTARE ATTIVAMENTE
✅ Cosa fare:
-
Guarda la persona mentre parla
-
Mostra interesse con cenni del capo o espressioni come “Capisco”, “Dimmi di più”
-
Evita distrazioni (niente telefono o TV in sottofondo)
❌ Cosa evitare:
-
Interrompere o cambiare argomento
-
Rispondere con "Eh, anche a me una volta è successo..." subito (a meno che non sia rilevante)
-
Dire “Ma dai, non è un problema così grande”
🔹 Esempio:
-
Amico: "Mi sento stressato, ho avuto una giornata orribile."
-
Risposta validante: "Capisco, deve essere stato pesante. Vuoi raccontarmi meglio cosa è successo?"
-
Risposta invalidante: "Eh, pensa a me che oggi ho avuto un inferno!"
2. NON GIUDICARE CIÒ CHE PROVA
✅ Cosa fare:
❌ Cosa evitare:
🔹 Esempio:
-
Partner: "Mi sono sentito ferito quando non mi hai risposto ai messaggi per ore."
-
Risposta validante: "Capisco, non volevo farti sentire così. Mi dispiace, la prossima volta ti avviserò se non posso rispondere."
-
Risposta invalidante: "Ma dai, non fare il bambino!"
3. RISPETTARE IL SUO TEMPO EMOTIVO
✅ Cosa fare:
-
Lascia che la persona viva l’emozione senza forzarla a superarla subito
-
Se serve, offri supporto pratico: “Come posso aiutarti in questo momento?”
❌ Cosa evitare:
-
Dire "Dai, fatti forza" troppo presto
-
Imporre soluzioni non richieste (a volte l’altro vuole solo sfogarsi, non consigli)
🔹 Esempio:
-
Amico: "Sono ancora arrabbiato per quello che mi ha detto ieri."
-
Risposta validante: "È normale, certe cose fanno male per un po’. Se vuoi sfogarti, sono qui."
-
Risposta invalidante: "Ancora ci pensi? Devi lasciar perdere!"
4. MOSTRARE EMPATIA ANZICHÉ DARE SOLUZIONI
✅ Cosa fare:
❌ Cosa evitare:
🔹 Esempio:
-
Collega: "Mi sento deluso perché non hanno apprezzato il mio lavoro."
-
Risposta validante: "Capisco, ci tenevi tanto. Deve essere frustrante non ricevere il riconoscimento che meriti."
-
Risposta invalidante: "Ma dai, l’importante è che tu abbia fatto il tuo dovere."
5. RIFLETTERE L’EMOZIONE SENZA SOVRAINTERPRETARE
✅ Cosa fare:
❌ Cosa evitare:
-
Supporre cosa prova senza ascoltarlo davvero
-
Fare psicologia spicciola: "Sei arrabbiato perché in fondo hai paura del rifiuto, no?"
🔹 Esempio:
-
Partner: "Oggi al lavoro mi hanno trattato malissimo."
-
Risposta validante: "Sembra che tu ti sia sentito non rispettato. È così?"
-
Risposta invalidante: "Sei sempre troppo sensibile, non dovevi prenderla così!"
6. CHIEDERE CONFERMA SU COME SUPPORTARLO
✅ Cosa fare:
❌ Cosa evitare:
🔹 Esempio:
-
Amico: "Mi sento perso, non so cosa fare con questo problema."
-
Risposta validante: "Vuoi solo parlarne o ti farebbe piacere un consiglio?"
-
Risposta invalidante: "Beh, se fossi in te farei così..." (senza che te l’abbia chiesto)
LE EMOZIONI NON VANNO "RISOLTE", MA ACCOLTE
Validare qualcuno non significa essere d’accordo con lui o alimentare le sue lamentele, ma semplicemente riconoscere il suo stato emotivo.
Una frase che aiuta sempre?
"Non so esattamente come ti senti, ma voglio capirlo. Dimmi di più."
Quando le persone si sentono viste e ascoltate, è più probabile che trovino da sole le loro risposte.
Mostrare apertura e disponibilità al confronto aiuta a
creare un ambiente in cui le emozioni sono rispettate e valorizzate, favorendo
relazioni più autentiche e profonde.
Non esiste un giusto o sbagliato nel provare
emozioni. Ogni emozione che proviamo ha un significato, ed è una parte
integrante della nostra esperienza umana. Sentire e riconoscere le nostre
emozioni è il primo passo per comprendere noi stessi e costruire relazioni più
autentiche con gli altri. Comprendere le emozioni è un atto di potere
personale, un’abilità che ci permette di dare valore ai nostri sentimenti e di
comunicarli con sicurezza.